Psicopatia, schizofrenia, narcisismo, deliri di persecuzione e parafilie: che cosa dice la scienza e che cosa deve sapere un investigatore
Nei film il colpevole è spesso «il pazzo»: lo psicopatico geniale, lo schizofrenico violento, il necrofilo mostruoso. E di fronte a lui c'è il profiler che, guardando una scena del crimine, ne ricostruisce la mente con precisione quasi magica.
La letteratura scientifica racconta una storia molto diversa. E chi, come me, lavora nel campo delle indagini ha il dovere di conoscerla, per due ragioni: perché le idee sbagliate portano a conclusioni sbagliate, e perché nel lavoro quotidiano si incontrano davvero persone fragili, sia tra le persone su cui si indaga sia tra i clienti.
Una nota di metodo, e tre precisazioni importanti. Non faccio diagnosi: una diagnosi psichiatrica può essere fatta solo da un professionista della salute mentale, dopo una valutazione diretta. Non do consigli su trattamenti medici: riporto ciò che dice la letteratura scientifica. In Svizzera, in caso di reati, la competenza è della polizia e del Ministero pubblico, non di un investigatore privato. Questo articolo è divulgazione, non uno strumento per etichettare le persone.
Prima di tutto: un disturbo mentale non è un crimine
È il punto di partenza, e va detto con chiarezza.
- La grande maggioranza delle persone con un disturbo mentale non commette reati violenti.
- La maggior parte dei reati violenti è commessa da persone senza un disturbo mentale grave.
- Numerosi studi indicano che le persone con disturbi mentali gravi sono più spesso vittime che autori di violenza.
- L'uso di alcol e droghe è un fattore di rischio di violenza molto più rilevante, nella popolazione generale come in chi ha un disturbo psichico.
L'immagine del «folle pericoloso» non è solo sbagliata: alimenta lo stigma, scoraggia le persone dal chiedere aiuto e, in un'indagine, può spingere a cercare il colpevole nel posto sbagliato.
La lezione dell'investigatore. Un'etichetta psichiatrica non è un indizio. Dire «è stato sicuramente un malato di mente» non restringe il campo dei sospetti: lo distorce. Le indagini si fanno sui fatti, sui comportamenti documentati e sulle prove, non sui pregiudizi.
Come si classificano i disturbi mentali
Per parlare con precisione servono riferimenti comuni. I due sistemi di classificazione principali sono:
| Sistema | Chi lo pubblica | Versione attuale |
|---|---|---|
| DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) | Associazione americana di psichiatria | DSM-5-TR, 2022 |
| ICD (Classificazione internazionale delle malattie) | Organizzazione mondiale della sanità | ICD-11, in vigore dal 2022 |
In Svizzera e in Europa l'ICD è il riferimento ufficiale per la statistica sanitaria, mentre il DSM è molto usato nella ricerca e nella clinica. Le due classificazioni si somigliano, ma non coincidono sempre, e alcune parole di uso comune, come «psicopatico» o «maniaco», non corrispondono a diagnosi ufficiali.
La psicopatia
Che cos'è
La psicopatia è probabilmente il concetto più usato, e abusato, in criminologia. Lo psichiatra americano Hervey Cleckley ne diede una descrizione classica nel 1941 nel libro The Mask of Sanity. Lo psicologo canadese Robert Hare sviluppò in seguito lo strumento di valutazione oggi più noto, la Psychopathy Checklist Revised (PCL-R).
In termini generali, la psicopatia descrive una combinazione di:
| Area | Caratteristiche descritte in letteratura |
|---|---|
| Interpersonale | Fascino superficiale, senso grandioso di sé, menzogna patologica, manipolazione |
| Affettiva | Mancanza di rimorso e di senso di colpa, emotività superficiale, scarsa empatia, rifiuto di assumersi responsabilità |
| Stile di vita | Ricerca di stimoli, impulsività, irresponsabilità, mancanza di obiettivi realistici |
| Antisociale | Scarso controllo del comportamento, problemi di condotta precoci, versatilità criminale |
Che cosa non è
| Mito | Fatto |
|---|---|
| «Psicopatico vuol dire assassino» | La maggior parte delle persone con tratti psicopatici non uccide nessuno |
| «La psicopatia è una diagnosi del DSM» | Non lo è: è un costrutto clinico e di ricerca. Il DSM prevede il disturbo antisociale di personalità, che si sovrappone solo in parte |
| «Si riconosce a colpo d'occhio» | La valutazione con la PCL-R richiede un professionista formato, un colloquio approfondito e l'esame di documentazione |
| «Psicopatico e psicotico sono la stessa cosa» | Sono concetti completamente diversi: la psicosi riguarda la perdita di contatto con la realtà, la psicopatia la personalità e l'affettività |
La psicopatia «di successo»
Una parte della ricerca si è occupata dei tratti psicopatici in contesti non criminali, come il mondo aziendale. Il libro Snakes in Suits di Paul Babiak e Robert Hare (2006) ha reso popolare l'idea dello «psicopatico in giacca e cravatta». È un filone interessante, ma va maneggiato con cautela: i tratti di personalità si distribuiscono lungo un continuum, e non ogni manager spregiudicato è uno psicopatico.
La «triade oscura»
Nel 2002 gli psicologi Delroy Paulhus e Kevin Williams proposero il concetto di triade oscura: tre tratti di personalità socialmente sgradevoli, distinti ma correlati, cioè narcisismo, machiavellismo e psicopatia. È un modello di ricerca sulla personalità nella popolazione generale, non una diagnosi.
La schizofrenia
Che cos'è
La schizofrenia è un disturbo psicotico grave. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità colpisce circa una persona su trecento nel mondo. I sintomi principali descritti dalle classificazioni sono:
| Tipo di sintomi | Esempi |
|---|---|
| Sintomi positivi | Deliri (convinzioni false e incrollabili), allucinazioni (percepire cose che non ci sono, spesso voci) |
| Disorganizzazione | Pensiero e linguaggio disorganizzati, comportamento bizzarro |
| Sintomi negativi | Appiattimento affettivo, ritiro sociale, perdita di motivazione |
| Sintomi cognitivi | Difficoltà di attenzione, memoria e pianificazione |
L'errore più comune
Schizofrenia non significa «doppia personalità». Il termine, coniato nel 1908 dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler, allora direttore della clinica psichiatrica zurighese del Burghölzli, alludeva a una «scissione» delle funzioni psichiche, non a due personalità distinte. La cosiddetta personalità multipla corrisponde a un disturbo diverso, il disturbo dissociativo dell'identità.
Schizofrenia e violenza
Qui la letteratura è chiara e va riportata con precisione. Una revisione pubblicata su JAMA Psychiatry, che ha raccolto 24 studi su oltre 50'000 persone con schizofrenia in 15 Paesi, ha trovato un aumento modesto ma costante del rischio di violenza, e ha indicato nell'abuso di alcol e droghe un fattore che circa raddoppia questo rischio. Come ha sottolineato lo psichiatra Seena Fazel dell'Università di Oxford, presentando i risultati, l'abuso di sostanze è un bersaglio importante per la prevenzione (Università di Oxford).
Tradotto: la stragrande maggioranza delle persone con schizofrenia non commette violenza grave, e quando il rischio aumenta è spesso legato a fattori su cui si può intervenire, come l'uso di sostanze e la mancanza di cure.
I deliri di persecuzione
Di che cosa parliamo
Nel linguaggio comune si parla di «manie di persecuzione». In clinica si distinguono diverse situazioni:
| Situazione | Descrizione generale |
|---|---|
| Delirio persecutorio | La convinzione falsa e incrollabile di essere spiati, seguiti, perseguitati o danneggiati. Può comparire in diversi disturbi psicotici |
| Disturbo delirante, tipo persecutorio | Un disturbo in cui il delirio è il sintomo principale, mentre il resto del funzionamento può apparire relativamente conservato |
| Disturbo paranoide di personalità | Un modo stabile di essere sospettosi e diffidenti verso gli altri, senza deliri veri e propri |
| Sospetto indotto da sostanze | Alcune sostanze possono provocare stati paranoidi |
Perché riguarda da vicino gli investigatori
È un tema che conosce bene chiunque lavori in un'agenzia investigativa. Capita che si rivolgano a un investigatore persone convinte di essere seguite, spiate, intercettate: telefoni «manomessi», microspie in casa, auto che le seguono, vicini che le controllano.
È una situazione delicata, che richiede equilibrio e rispetto:
- Lo stalking e la sorveglianza illecita esistono davvero. Dal 1° gennaio 2026 la Svizzera ha un reato specifico di atti persecutori, l'art. 181b del Codice penale, punito fino a tre anni di detenzione e perseguito su querela, come riportato dalla RSI. Una persona che si sente perseguitata può avere ragione, e va presa sul serio.
- Non spetta all'investigatore stabilire se una convinzione è un delirio. Non è il suo mestiere e non ne ha le competenze.
- L'investigatore lavora sui fatti. Può documentare in modo oggettivo ciò che accade e riferire con onestà che cosa ha trovato e che cosa no.
- Non deve approfittare della fragilità. Vendere controlli costosi e ripetuti a una persona in difficoltà, alimentandone le paure, è scorretto. Se i controlli non trovano nulla, va detto con chiarezza e con tatto.
- Quando la sofferenza è evidente, si può suggerire con delicatezza di parlarne con il medico di fiducia. In caso di pericolo per la persona o per altri, la chiamata va fatta al 144 o al 117.
La lezione dell'investigatore. Davanti a chi si sente perseguitato, ci sono due errori opposti: liquidarlo come «paranoico» senza verificare, oppure assecondarlo senza spirito critico. La strada corretta è la stessa di ogni indagine: raccogliere fatti, documentarli, riferirli con onestà. E ricordare che si ha davanti una persona, non un caso.
Il narcisismo
Tratto o disturbo?
Anche «narcisista» è diventato un insulto di uso quotidiano. In psicologia bisogna distinguere:
- il narcisismo come tratto di personalità, presente in misura diversa in tutti;
- il disturbo narcisistico di personalità, una diagnosi clinica caratterizzata da un modello pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia, con conseguenze significative sulla vita della persona.
La ricerca distingue inoltre un narcisismo grandioso, apertamente arrogante e dominante, e uno vulnerabile, più nascosto, ipersensibile alle critiche e insicuro.
Che cosa c'entra con le indagini
Nel lavoro investigativo il narcisismo viene spesso evocato in casi di truffe sentimentali, relazioni manipolative, conflitti societari o separazioni difficili. Ma un investigatore serio non scrive mai in una relazione che una persona «è narcisista». Descrive fatti:
| Da evitare | Da scrivere |
|---|---|
| «È un narcisista manipolatore» | «Ha dichiarato a tre persone diverse tre versioni incompatibili dello stesso fatto, come risulta da...» |
| «È uno psicopatico» | «Ha costituito e fatto fallire quattro società in sei anni, come risulta dal registro di commercio» |
| «È paranoico» | «Ha riferito di essere seguito; nel periodo di osservazione non sono stati rilevati veicoli o persone ricorrenti» |
Le etichette psichiatriche in un rapporto investigativo sono scorrette sul piano professionale, inutili sul piano probatorio e potenzialmente lesive della personalità della persona descritta.
La regola della «diagnosi a distanza»
In psichiatria esiste un principio noto come regola Goldwater. Il nome viene da un episodio del 1964: durante la campagna presidenziale americana la rivista Fact spedì un questionario a oltre 12.000 psichiatri chiedendo se il candidato repubblicano Barry Goldwater fosse psicologicamente adatto alla presidenza. Rispose circa un quinto dei destinatari e 1.189 di loro lo giudicarono inadatto, senza averlo mai visitato. Goldwater fece causa per diffamazione e vinse; la condanna fu confermata in appello nel 1969.
Nel 1973 l'Associazione americana di psichiatria inserì la regola nel proprio codice etico, alla sezione 7.3: uno psichiatra non deve esprimere un parere professionale su una persona pubblica se non l'ha esaminata e non ha ricevuto l'autorizzazione a farlo. La regola vincola i membri dell'associazione americana e ancora oggi è discussa, come mostra un'analisi pubblicata sul Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, ma il principio di fondo è semplice: senza un esame diretto non c'è diagnosi.
Per un investigatore non è una norma deontologica scritta, ma una regola di metodo, e il ragionamento vale a maggior ragione: se non può farlo uno psichiatra, non può farlo chi non ha alcuna formazione clinica. In un'indagine posso descrivere comportamenti documentati, cioè cosa una persona ha fatto, quando e con quali riscontri. Anche il profilo criminologico più accurato resta un'ipotesi di lavoro, non una diagnosi e tanto meno una prova di colpevolezza. Strumenti come la PCL-R, del resto, prevedono un colloquio approfondito e l'esame della documentazione da parte di un professionista formato.
Le parafilie e la necrofilia
Parafilia e disturbo parafilico
Il DSM distingue tra parafilia, cioè un interesse sessuale atipico, e disturbo parafilico, quando quell'interesse causa sofferenza alla persona o comporta un danno, o il rischio di un danno, per altri. Avere una parafilia non significa commettere un reato: il problema penale nasce quando ci sono vittime o violazioni della legge.
La necrofilia
La necrofilia, l'attrazione sessuale per i cadaveri, è tra le parafilie più rare e più studiate in ambito forense proprio per la sua gravità. Lo studio più citato è quello degli psichiatri Jonathan Rosman e Phillip Resnick, pubblicato nel 1989, che analizzò 122 casi tratti dalla letteratura. Secondo i due autori, il movente più frequente non era il sadismo, ma il desiderio di un partner che non potesse opporsi né rifiutare. Una conclusione che sposta l'attenzione dalla mostruosità alla profonda difficoltà relazionale di queste persone.
Sul piano legale, in Svizzera l'art. 262 del Codice penale punisce il turbamento della pace dei defunti, compresa la profanazione di un cadavere. Si tratta di reati di competenza esclusiva della polizia e della magistratura.
Ne ho scritto, in prospettiva storica, anche a proposito di Landru, il Barbablù di Gambais.
Lo stalking: quando la psicologia aiuta a capire
Lo stalking è uno dei campi in cui la psicologia ha prodotto strumenti utili. Lo psichiatra australiano Paul Mullen e i suoi colleghi, alla fine degli anni Novanta, proposero una classificazione degli stalker basata sulla motivazione:
| Tipo | Motivazione prevalente |
|---|---|
| Rifiutato | Reazione alla fine di una relazione, spesso con un ex partner: desiderio di riconciliazione o di vendetta |
| In cerca di intimità | Convinzione di una relazione speciale con la vittima, a volte di natura delirante |
| Corteggiatore incompetente | Tentativi maldestri e insistenti di avviare una relazione |
| Risentito | Sensazione di aver subito un torto, desiderio di spaventare |
| Predatore | Preparazione di un'aggressione, spesso sessuale |
È una classificazione utile per i professionisti che valutano il rischio e assistono le vittime. Ma la valutazione del rischio in un caso concreto spetta alla polizia e ai servizi specializzati. In caso di stalking, la prima cosa da fare è rivolgersi alla polizia. Un investigatore può, in accordo con la vittima e il suo avvocato, aiutare a documentare in modo lecito gli episodi.
Il criminal profiling: tra mito e scienza
Le origini
Il profiling moderno nasce negli anni Settanta all'interno dell'unità di scienze comportamentali dell'FBI, a Quantico. Dalle interviste a detenuti per omicidi seriali nacque, tra l'altro, la celebre distinzione tra autori organizzati e disorganizzati. In Europa lo psicologo britannico David Canter sviluppò negli anni Novanta un approccio più empirico, la psicologia investigativa.
Che cosa dicono le prove
Il profiling ha goduto di enorme popolarità grazie a libri, film e serie TV. Le verifiche scientifiche sono state più severe:
- una meta-analisi di Brent Snook e colleghi, pubblicata nel 2007 su Criminal Justice and Behavior, ha trovato risultati contrastanti sulla capacità dei profiler di superare gruppi di confronto, una base di studi molto ridotta e numerosi problemi metodologici. Gli autori concludevano che, finché non sarà dimostrato il contrario da studi rigorosi, il profiling andrebbe considerato con grande scetticismo (Office of Justice Programs);
- la distinzione tra autori organizzati e disorganizzati è stata criticata perché, nei dati, molte scene del crimine presentano caratteristiche miste.
Che cosa resta valido
Questo non significa che l'analisi del comportamento sia inutile. Significa che va usata per ciò che è:
| Uso corretto | Uso scorretto |
|---|---|
| Generare ipotesi da verificare | Indicare un colpevole |
| Aiutare a dare priorità alle piste | Escludere sospetti senza prove |
| Analizzare il comportamento sulla base delle prove | Indovinare la personalità a partire da intuizioni |
| Collegare reati simili, con cautela | Sostituire le prove materiali |
Ho applicato questo approccio prudente, ad esempio, nell'analisi del caso di Jack lo Squartatore: un profilo è un'ipotesi, non una conclusione.
Disturbi mentali e responsabilità penale in Svizzera
Un disturbo mentale può avere conseguenze sul piano penale, ma non nel modo semplificato che si vede nei film.
| Norma | Contenuto in sintesi |
|---|---|
| Art. 19 CP | Chi al momento del fatto non era in grado di valutarne il carattere illecito o di agire secondo questa valutazione non è punibile; se la capacità era solo in parte ridotta, il giudice attenua la pena |
| Art. 20 CP | In caso di dubbio sull'imputabilità, l'autorità ordina una perizia |
| Art. 59 CP | Il giudice può ordinare un trattamento terapeutico stazionario per chi ha commesso un reato in relazione con una grave turba psichica |
| Art. 64 CP | L'internamento per gli autori di reati gravi ritenuti pericolosi |
Il punto essenziale: non è la diagnosi in sé a contare, ma il legame tra il disturbo e la capacità della persona, al momento del fatto, di capire e di controllarsi. A stabilirlo sono periti psichiatrici nominati dall'autorità, non investigatori, giornalisti o opinionisti. Le norme sono consultabili nel Codice penale svizzero.
Sul piano civile
Quando una persona, a causa di una turba psichica, non è in grado di proteggersi o mette a rischio sé stessa, il diritto civile svizzero prevede misure di protezione dell'adulto, fino al ricovero a scopo di assistenza previsto dall'art. 426 del Codice civile. In Ticino se ne occupano le Autorità regionali di protezione. Anche in questo caso non è un compito dell'investigatore.
Il ruolo dell'investigatore privato: cosa fare e cosa non fare
| Situazione | Che cosa può fare l'investigatore | Che cosa non deve fare |
|---|---|---|
| Un cliente si sente perseguitato | Ascoltare con rispetto, verificare fatti in modo lecito, riferire con onestà | Diagnosticare, assecondare paure infondate per vendere servizi, ignorare un possibile stalking reale |
| Una persona su cui si indaga ha comportamenti manipolativi | Documentare fatti e incongruenze verificabili | Usare etichette psichiatriche nel rapporto |
| Si sospetta un reato | Indirizzare il cliente alla polizia | Condurre indagini penali |
| Una persona fragile è scomparsa | Indirizzare subito alla polizia, al 117 | Ritardare la segnalazione per «cercare prima da soli» |
| Si teme un pericolo per qualcuno | Indicare il 144 o il 117 | Gestire la situazione da solo |
| Un familiare sembra in grave difficoltà psichica | Suggerire il medico, il Telefono Amico 143, l'autorità di protezione | Sostituirsi a medici o autorità |
Ho affrontato il tema delle persone fragili scomparse anche nella ricostruzione di un caso del 1736 nella Bregaglia, e quello del trauma psichico nell'articolo sul disturbo da stress post-traumatico.
Miti e fatti
| Mito | Fatto |
|---|---|
| «I malati di mente sono pericolosi» | La grande maggioranza non è violenta e molti sono più spesso vittime che autori |
| «Lo schizofrenico ha una doppia personalità» | La schizofrenia è un disturbo psicotico; la personalità multipla è un altro disturbo |
| «Psicopatico vuol dire serial killer» | Non esiste un legame automatico: i tratti psicopatici si distribuiscono lungo un continuum e, di per sé, non indicano che una persona sia violenta |
| «Il profiler individua il colpevole» | Il profiling genera ipotesi; la sua efficacia è scientificamente discussa |
| «Chi si sente perseguitato è paranoico» | Lo stalking esiste ed è reato; non spetta all'investigatore stabilire se una convinzione è un delirio |
| «Con un disturbo mentale si evita la pena» | Conta la capacità al momento del fatto, valutata da periti; spesso seguono misure terapeutiche o di sicurezza |
| «Si può capire dal comportamento se qualcuno è narcisista» | Una diagnosi richiede una valutazione clinica diretta da parte di un professionista |
In breve
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Disturbo mentale e violenza? | Legame modesto, limitato ad alcuni casi, spesso legato all'abuso di sostanze |
| Psicopatia? | Un costrutto clinico, non una diagnosi del DSM; non equivale a criminalità |
| Schizofrenia? | Un disturbo psicotico, non una doppia personalità |
| Deliri di persecuzione? | Esistono, ma esiste anche lo stalking reale: si verificano i fatti, non si diagnostica |
| Narcisismo? | Tratto diffuso o disturbo clinico; nei rapporti si descrivono fatti, non etichette |
| Necrofilia? | Rara; studiata soprattutto in ambito forense; reato di competenza delle autorità |
| Profiling? | Uno strumento per generare ipotesi, con limiti scientifici documentati |
| Il ruolo dell'investigatore? | Fatti, rispetto, onestà; mai diagnosi; reati e pericoli alla polizia |
La mente umana affascina chi fa indagini, ed è giusto conoscerla. Ma la prima lezione della scienza è l'umiltà: le etichette semplificano, i profili ipotizzano, i fatti provano. Un buon investigatore impara a distinguere queste tre cose, e a ricordare che dietro ogni diagnosi, e dietro ogni sospetto, c'è sempre una persona.
Se tu o una persona vicina state attraversando un momento difficile, in Svizzera il Telefono Amico risponde al 143, giorno e notte, anche in forma anonima. Per bambini e giovani c'è il 147. In caso di emergenza chiamate il 144 o il 117.
Fonti principali: American Psychiatric Association, DSM-5-TR (2022); Organizzazione mondiale della sanità, ICD-11 e scheda sulla schizofrenia; H. Cleckley, The Mask of Sanity (1941); R. D. Hare, Psychopathy Checklist Revised; D. L. Paulhus e K. M. Williams, «The Dark Triad of personality» (2002); P. Babiak e R. D. Hare, Snakes in Suits (2006); revisione sulla violenza nella schizofrenia pubblicata su JAMA Psychiatry (Università di Oxford); J. P. Rosman e P. J. Resnick, studio su 122 casi di necrofilia (1989); P. E. Mullen et al., tipologia degli stalker (1999); B. Snook et al., Criminal Justice and Behavior (2007); American Psychiatric Association, Principles of Medical Ethics, sezione 7.3 (regola Goldwater); J. Kroll e C. Pouncey, «The Ethics of APA's Goldwater Rule», Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law (2016); Codice penale svizzero, art. 19, 20, 59, 64, 181b, 262; Codice civile svizzero, art. 426.
Domande frequenti
Le persone con un disturbo mentale sono più pericolose?
Nella grande maggioranza dei casi no. La letteratura indica un aumento del rischio di violenza modesto e limitato ad alcuni disturbi gravi, spesso legato all'abuso di alcol o droghe. Molti studi indicano invece che le persone con disturbi mentali gravi sono più spesso vittime che autori di violenza.
Psicopatia e disturbo antisociale di personalità sono la stessa cosa?
No. La psicopatia non è una diagnosi ufficiale del DSM-5-TR: è un costrutto clinico e di ricerca, misurato soprattutto con la Psychopathy Checklist Revised di Robert Hare. Il disturbo antisociale di personalità è una diagnosi del DSM, basata soprattutto sui comportamenti. Le due categorie si sovrappongono solo in parte.
La schizofrenia significa avere una «doppia personalità»?
No. È uno degli errori più diffusi. La schizofrenia è un disturbo psicotico caratterizzato da sintomi come deliri, allucinazioni e pensiero disorganizzato. La «personalità multipla» corrisponde a un disturbo diverso, il disturbo dissociativo dell'identità.
Il criminal profiling funziona davvero?
Le prove scientifiche sono limitate. Una meta-analisi di Snook e colleghi del 2007 ha trovato risultati contrastanti e una base empirica scarsa, e gli autori hanno invitato a considerare il profiling con grande cautela finché non sarà sostenuto da studi rigorosi. Oggi è considerato al massimo uno strumento per generare ipotesi, non una prova.
Un investigatore privato può dire se una persona è psicopatica o narcisista?
No. Una diagnosi può essere fatta solo da un professionista della salute mentale, dopo una valutazione diretta. Un investigatore raccoglie e documenta fatti e comportamenti; non formula diagnosi e non deve usare etichette psichiatriche per descrivere le persone.
Che cosa fare se una persona vicina mostra segni di grave disagio psichico o è in pericolo?
In caso di pericolo immediato si chiama il 144 o il 117. Per un sostegno e un consiglio si può contattare il medico di famiglia o il Telefono Amico al 143. In Svizzera, quando una persona non è in grado di proteggersi, interviene l'autorità di protezione degli adulti, che in Ticino è l'Autorità regionale di protezione.