Jack lo Squartatore: il caso riaperto da un investigatore, dalle prove alle teorie più fantasiose
Nell'autunno del 1888, in un quartiere di Londra dove la polizia stimava 1.200 prostitute e 62 bordelli, cinque donne furono uccise nel giro di dieci settimane. L'assassino non fu mai preso. Da allora sono stati proposti oltre cento sospettati, da un barbiere polacco a un nipote della regina Vittoria, da un pittore impressionista all'autore di Alice nel paese delle meraviglie.
Jack lo Squartatore è il caso freddo più famoso della storia, e proprio per questo è il più inquinato: dalle lettere false, dai giornali dell'epoca, dai libri che promettono la "soluzione definitiva" e dai film. In questo articolo applico lo stesso metodo che ho usato per la morte di Hitler nel bunker: prima i fatti accertati, poi le ipotesi in ordine di solidità, infine le teorie più fantasiose messe alla prova. Aggiungo due cose che il caso richiede: una ricerca di delitti simili nel resto del mondo e un profilo criminale dell'assassino.
Nota sul metodo. Le fonti su questo caso sono sterminate e in gran parte di seconda mano: i fascicoli originali sono incompleti, molti documenti sono andati persi e i giornali dell'epoca pubblicavano voci come fatti. È un fascicolo aperto: nuovi documenti o studi potrebbero portarmi a correggere alcune informazioni o a ricredermi su alcune valutazioni, e in quel caso aggiornerò l'articolo.
1. La scena: Whitechapel, 1888
Whitechapel e la vicina Spitalfields erano il cuore povero dell'East End. Il quartiere contava circa 80.000 abitanti; ogni notte circa 8.500 persone dormivano in 233 dormitori pubblici (common lodging houses), dove un letto costava pochi pence. Nell'ottobre 1888 la Polizia metropolitana stimava a Whitechapel 1.200 prostitute e 62 bordelli. Per molte donne sole, spesso alcolizzate e sulla quarantina, vendersi per strada era il modo di pagare il letto della notte.
Era anche un quartiere di immigrazione, con una forte comunità ebraica arrivata dall'Europa orientale. Questo dettaglio pesa su tutta l'indagine, come vedremo.
2. Le vittime: undici nel fascicolo, cinque "canoniche"
Il fascicolo della Polizia metropolitana sui Whitechapel murders comprende undici omicidi di donne, dal 1888 al 1891.
| N. | Vittima | Data | Luogo |
|---|---|---|---|
| 1 | Emma Elizabeth Smith | 3–4 aprile 1888 | Osborn Street |
| 2 | Martha Tabram | 7 agosto 1888 | George Yard Buildings |
| 3 | Mary Ann "Polly" Nichols | 31 agosto 1888 | Buck's Row (oggi Durward Street) |
| 4 | Annie Chapman | 8 settembre 1888 | Cortile del 29 di Hanbury Street, Spitalfields |
| 5 | Elizabeth Stride | 30 settembre 1888 | Dutfield's Yard, accanto al 40 di Berner Street |
| 6 | Catherine Eddowes | 30 settembre 1888 | Mitre Square, City di Londra |
| 7 | Mary Jane Kelly | 9 novembre 1888 | 13 Miller's Court, dietro il 26 di Dorset Street |
| 8 | Rose Mylett | 20 dicembre 1888 | Clarke's Yard, Poplar |
| 9 | Alice McKenzie | 17 luglio 1889 | Castle Alley |
| 10 | Donna non identificata (torso) | 10 settembre 1889 | Arcata ferroviaria di Pinchin Street |
| 11 | Frances Coles | 13 febbraio 1891 | Arcata ferroviaria di Swallow Gardens |
Le cinque in grassetto sono le vittime canoniche, quelle che il capo della polizia investigativa Melville Macnaghten nel 1894 attribuì a un solo assassino: "5 vittime, e 5 soltanto". Per le altre, gli investigatori dell'epoca e gli storici di oggi sono divisi.
Senza indugiare nei dettagli macabri, ciò che conta per l'analisi è il modus operandi:
- Nichols: trovata intorno alle 3:40 del mattino da un carrettiere, Charles Cross. Gola tagliata, addome ferito. Un agente era passato di lì alle 3:15 senza vedere nulla.
- Chapman: trovata poco prima delle 6 nel cortile di una casa abitata. Gola tagliata e asportazione di organi addominali.
- Stride: trovata intorno all'una. Un solo taglio alla gola e nessuna mutilazione: si ritiene che l'assassino sia stato disturbato.
- Eddowes: trovata alle 1:45, meno di un'ora dopo Stride, a circa un quarto d'ora a piedi. Era stata rilasciata dalla stazione di polizia di Bishopsgate verso l'una. Mutilazioni gravi, asportazione del rene sinistro. È l'unico caso canonico avvenuto nella City, quindi indagato da un'altra forza di polizia, la City of London Police.
- Kelly: l'unica uccisa al chiuso, nella sua stanza. Trovata alle 10:45 dal giovane mandato a riscuotere l'affitto. Le mutilazioni più estreme: l'assassino aveva avuto tempo e riparo.
Già da questa tabella emergono tre elementi da investigatore: l'escalation (dalla prima all'ultima vittima le mutilazioni crescono), il rischio (Chapman in un cortile abitato all'alba, Eddowes a pochi minuti dal passaggio di un agente) e la conoscenza del territorio (l'assassino si muove e scompare in pochi minuti in una rete di vicoli).
3. I testimoni: cosa videro davvero
Nessuno vide un omicidio. Alcuni testimoni videro una vittima con un uomo poco prima della morte.
| Testimone | Caso | Cosa descrisse |
|---|---|---|
| Elizabeth Long | Chapman, ore 5:30 | Un uomo oltre i 40 anni, scuro, dall'aspetto "straniero" e "decaduto ma distinto", con un cappello di feltro marrone. Sentì l'uomo chiedere "Will you?" ("Ci stai?") e la donna rispondere "Yes" |
| Israel Schwartz | Stride, ore 0:45 circa | Un uomo di circa 1,65 m, capelli scuri, baffetti castani, che gettò la donna a terra e gridò "Lipski" (un insulto antisemita dell'epoca) |
| Joseph Lawende | Eddowes, ore 1:35 | Un uomo di circa 30 anni, 1,70 m, baffi chiari, giacca larga, berretto con visiera: "aspetto da marinaio". Disse che probabilmente non lo avrebbe riconosciuto |
| George Hutchinson | Kelly, ore 2 circa | Un uomo di 34–35 anni, ben vestito, con catena d'oro e spilla a ferro di cavallo, di "aspetto ebraico". Si presentò solo dopo la chiusura dell'inchiesta |
Per un investigatore, queste testimonianze hanno problemi evidenti:
- Non concordano tra loro. Le descrizioni vanno da un quarantenne scuro e malvestito a un trentenne con i baffi chiari. Possono riferirsi a uomini diversi: le vittime incontravano molti clienti.
- Le condizioni erano pessime. Vicoli bui, illuminazione a gas, pochi secondi di osservazione.
- Alcune sono sospette. La descrizione di Hutchinson è troppo dettagliata per un incontro notturno, e arrivò tardi. L'ispettore Abberline gli credette; molti studiosi moderni no.
- I pregiudizi pesano. "Aspetto straniero", "aspetto ebraico": in un quartiere attraversato dall'antisemitismo, la descrizione rischia di dire più su chi guarda che su chi è guardato.
4. Le lettere: il primo grande caso di disinformazione mediatica
La polizia e i giornali ricevettero centinaia di lettere firmate dall'assassino. Tre sono le più note.
| Lettera | Data | Caratteristiche | Valutazione |
|---|---|---|---|
| "Dear Boss" | Datata 25 settembre 1888, ricevuta il 27 dall'agenzia di stampa Central News | Prima comparsa del nome "Jack the Ripper"; minaccia di tagliare le orecchie alla prossima vittima | Sospettata già nel 1888 di essere opera di un giornalista |
| Cartolina "Saucy Jacky" | Ricevuta il 1° ottobre 1888 | Parla del "doppio evento" | I dettagli del doppio omicidio erano già pubblici quando arrivò |
| "From Hell" | Ricevuta il 16 ottobre 1888 da George Lusk, capo del comitato di vigilanza | Arrivata con mezzo rene umano conservato in alcol; l'autore dice di aver "fritto e mangiato" l'altra metà | La più presa sul serio; il medico Openshaw confermò che era un rene sinistro umano, ma non che fosse di Eddowes |
Già il 7 ottobre 1888 il giornalista George R. Sims ipotizzò che le lettere fossero opera di un collega. Nel 1913 l'ispettore capo John Littlechild, in una lettera allo stesso Sims, indicò un giornalista della Central News, Thomas Bulling. E nel 1931 un altro giornalista, Fred Best, avrebbe confessato di aver scritto lettere per "tenere vivo il caso".
Lezione da analista: il nome stesso dell'assassino, "Jack the Ripper", è probabilmente un'invenzione giornalistica. È uno dei primi esempi documentati di come i media possano creare un personaggio e un'identità per un criminale sconosciuto, e di come l'eco mediatica produca altre segnalazioni false: le lettere imitavano le lettere.
5. La scritta di Goulston Street e l'ombra dell'antisemitismo
Alle 2:55 della notte del doppio omicidio, l'agente Alfred Long trovò nell'androne di un caseggiato di Goulston Street un pezzo insanguinato del grembiule di Eddowes. Sul muro sopra, una scritta a gesso. La versione di Long era: "The Juwes are the men that will not be blamed for nothing" ("Gli ebrei sono uomini che non saranno incolpati per niente"); quella di un detective della City era diversa. Già la trascrizione è controversa.
Il commissario della polizia metropolitana, Sir Charles Warren, ordinò di cancellarla prima dell'alba, temendo disordini antisemiti in un'area abitata in gran parte da ebrei. La polizia della City avrebbe voluto fotografarla. Fu copiata, ma mai fotografata.
Non sappiamo se la scritta fosse dell'assassino: il grembiule è un reperto certo, la scritta no. Ma il contesto è chiaro. Già a inizio settembre era circolata la voce di un ebreo soprannominato "Leather Apron" ("grembiule di cuoio") che minacciava le prostitute con un coltello; il 10 settembre fu arrestato un calzolaio ebreo, John Pizer, rilasciato il giorno dopo perché aveva un alibi, e poi risarcito da almeno un giornale.
Chi ha letto il mio articolo sulla peste del Manzoni riconoscerà il meccanismo: una città spaventata cerca un colpevole tra gli "stranieri" e trasforma un sospetto in certezza. A Milano nel 1630 erano gli untori; a Whitechapel nel 1888 era il "Leather Apron".
6. L'indagine: cosa fece la polizia
L'indagine fu enorme per l'epoca. Gli investigatori interrogarono oltre 2.000 persone, ne indagarono più di 300 e ne arrestarono 80.
- Frederick Abberline, ispettore di Scotland Yard, coordinò i detective sul campo.
- Donald Swanson, ispettore capo, supervisionò il caso dalla centrale.
- Robert Anderson diventò capo della polizia investigativa proprio nel 1888, ma passò circa un mese in Svizzera in congedo per malattia nel pieno dei delitti.
- Sir Charles Warren, il commissario, fu travolto dalle critiche e si dimise a ridosso dell'omicidio Kelly. Le fonti indicano date diverse per l'uscita effettiva, tra l'8 novembre e il 1° dicembre 1888.
- Furono sperimentati anche due cani segugi, Barnaby e Burgho, in prove a Regent's Park e Hyde Park. Il giorno dell'omicidio Kelly la polizia li aspettò per due ore davanti alla stanza, prima di scoprire che non erano disponibili.
- I commercianti del quartiere fondarono il Whitechapel Vigilance Committee, guidato dal costruttore George Lusk, con ronde notturne e investigatori privati.
La fotografia e il mito dell'occhio
Da fotografo, un dettaglio mi interessa in modo particolare. Mary Jane Kelly è l'unica vittima fotografata sul luogo del delitto: le altre furono fotografate all'obitorio, e la scena di Mitre Square fu disegnata. Le foto di Miller's Court sono tra i primi esempi conservati di fotografia della scena del crimine, anche se non si può affermare che siano le prime in assoluto.
Circolò anche il mito dell'optografia: l'idea che l'occhio di un morto conservi l'ultima immagine vista. Il detective Walter Dew, nelle sue memorie del 1938, ricordò che furono fotografati gli occhi di Kelly come "disperato tentativo". Non esistono documenti ufficiali che lo confermino, e la tecnica era già stata screditata dagli esperimenti del fisiologo Wilhelm Kühne.
7. Il primo profilo criminale della storia: il dottor Thomas Bond
Il 10 novembre 1888, il giorno dopo l'omicidio Kelly, il chirurgo della polizia Thomas Bond inviò ad Anderson una relazione che oggi è considerata uno dei primi profili criminali della storia. Le sue frasi chiave:
- "Tutti e cinque gli omicidi furono commessi senza dubbio dalla stessa mano."
- Le mutilazioni furono inflitte da una persona "senza alcuna conoscenza scientifica né anatomica", "nemmeno quella tecnica di un macellaio".
- L'assassino era "un uomo di forza fisica e di grande freddezza e audacia", soggetto ad "attacchi periodici di mania omicida ed erotica".
- Probabilmente "un uomo tranquillo, dall'aspetto inoffensivo, di mezza età, vestito in modo ordinato e rispettabile", forse con un mantello o un soprabito che nascondesse il sangue.
- "Solitario ed eccentrico nelle abitudini", "senza un'occupazione regolare, ma con qualche piccola rendita o pensione".
- Viveva forse "tra persone rispettabili" che conoscevano il suo carattere e che solo la prospettiva di una ricompensa avrebbe potuto spingere a parlare.
Non tutti i medici erano d'accordo: il chirurgo George Bagster Phillips, che esaminò Chapman, riteneva invece che l'assassino avesse una certa conoscenza anatomica. Questa divergenza alimenta da allora le teorie sul "medico assassino".
8. I sospettati: dal più solido al più fantasioso
I sospettati della polizia dell'epoca
Nel 1894 Macnaghten scrisse un memorandum, in parte per smentire un giornale che accusava un certo Thomas Cutbush, in cui nominava tre sospettati "più probabili". Insieme ad altri nomi emersi dalle carte di polizia, sono questi i candidati con un fondamento documentale.
| Sospettato | Chi era | Elementi a favore | Elementi contro |
|---|---|---|---|
| Aaron Kosminski | Barbiere ebreo polacco, nato nel 1865, internato a Colney Hatch nel 1891, morto in manicomio nel 1919 | Nominato da Macnaghten; Anderson scrisse che il killer era un "ebreo polacco di bassa estrazione", identificato da un testimone che si rifiutò di testimoniare; l'ispettore Swanson annotò "Kosminski" a margine del libro di Anderson | Le note di Swanson contengono errori (lo danno morto poco dopo l'internamento); le cartelle del manicomio lo descrivono come per lo più innocuo; nessun altro documento ufficiale lo accusa |
| Montague John Druitt | Avvocato e insegnante, trovato annegato nel Tamigi il 31 dicembre 1888 | Il preferito di Macnaghten; la sua morte coincide con la fine dei delitti canonici | Macnaghten sbaglia i dati base (lo chiama medico di 41 anni); risulta impegnato in partite di cricket nel Dorset e nel Kent nei giorni dei delitti; viveva a Blackheath, lontano da Whitechapel. Abberline lo scartò |
| Michael Ostrog | Truffatore | Nominato da Macnaghten | Documenti francesi lo collocano in carcere in Francia all'epoca dei delitti: praticamente escluso |
| Francis Tumblety | "Medico" ciarlatano americano | Arrestato il 7 novembre 1888 per atti osceni, fuggì in Francia e poi a New York; l'ispettore Littlechild nel 1913 lo definì "molto probabile" | Nessuna prova lo collega ai delitti |
| Severin Kłosowski (George Chapman) | Barbiere a Whitechapel nel 1888, poi avvelenatore di tre donne, impiccato nel 1903 | Il sospettato preferito di Abberline; viveva nel quartiere | Il veleno è un metodo opposto al coltello: un cambio di modus operandi così radicale è raro |
| Thomas Cutbush | Internato a Broadmoor nel 1891 | Accusato dal giornale The Sun nel 1894 | Nessuna prova di polizia; Macnaghten scrisse proprio per smentirlo |
Il DNA dello scialle
Nel 2014 l'autore Russell Edwards pubblicò Naming Jack the Ripper, basato sulle analisi del genetista Jari Louhelainen su uno scialle che sarebbe appartenuto a Eddowes; nel 2019 i risultati furono pubblicati sul Journal of Forensic Sciences. Il DNA mitocondriale indicava Kosminski.
Le critiche sono pesanti, e da investigatore le considero decisive:
- Catena di custodia: lo scialle sarebbe stato preso da un agente della Polizia metropolitana, ma il caso Eddowes era della City; nessun documento dell'epoca menziona uno scialle sulla scena.
- Contaminazione: lo scialle è stato maneggiato per oltre un secolo.
- Il metodo: il DNA mitocondriale non è unico per individuo; la genetista Turi King ha osservato che migliaia di persone potrebbero condividere lo stesso risultato. Le sequenze complete non sono state pubblicate, e altri genetisti hanno contestato l'interpretazione dei dati.
È lo stesso problema che abbiamo visto con i resti di Hitler: senza catena di custodia, anche la scienza migliore produce un risultato fragile.
Altri sospettati con qualche aggancio
- Charles Cross (Charles Allen Lechmere), il carrettiere che trovò Nichols. Diede alla polizia il cognome del patrigno invece del suo, e secondo alcuni ricercatori i suoi orari non tornano. Sono solo indizi circostanziali.
- Joseph Barnett, ex compagno di Mary Kelly, interrogato per quattro ore e rilasciato.
- James Kelly, evaso dal manicomio di Broadmoor nel gennaio 1888 dopo aver ucciso la moglie. Ipotesi speculativa.
I sospettati impossibili
Alcuni nomi ricorrono spesso ma sono esclusi dai fatti:
- Thomas Neill Cream, avvelenatore impiccato nel 1892: era nel carcere di Joliet, in Illinois, dal 1881 al luglio 1891. La leggenda delle sue ultime parole sul patibolo, "I am Jack the…", viene solo dal boia.
- Frederick Deeming, che uccise moglie e figli in Inghilterra e in Australia: nel 1888 era in Sudafrica o in carcere, e la polizia lo escluse già nel 1892.
- H. H. Holmes, il serial killer di Chicago: nel 1888 stava costruendo il suo "castello" negli Stati Uniti.
9. Le teorie sensazionalistiche
| Teoria | Da dove nasce | Perché non regge |
|---|---|---|
| Walter Sickert, pittore | Libri di Patricia Cornwell (2002 e 2017), con DNA mitocondriale da francobolli e buste di lettere e analisi della carta | Il profilo mitocondriale è condiviso da una quota significativa della popolazione; le lettere sono in gran parte false, quindi anche il DNA lo sarebbe; documenti citati dai biografi lo collocano in Francia per la maggior parte dei delitti |
| James Maybrick, commerciante di Liverpool | Un "diario" emerso nel 1992 e un orologio inciso apparso nel 1993 | Il presunto scopritore confessò il falso nel 1995 e poi ritrattò; la grafia non corrisponde a quella di Maybrick; il diario riprende errori dei giornali dell'epoca sulla scena del delitto Kelly |
| Lewis Carroll | Libro di Richard Wallace (1996) basato su anagrammi | Smontato con lo stesso metodo: dagli anagrammi del testo di Wallace si possono ricavare "confessioni" a piacere |
| "Jill the Ripper", una levatrice | Ipotesi attribuita ad Arthur Conan Doyle e ripresa negli anni Trenta | Nessuna prova; si basa solo sull'idea che una levatrice potesse girare insanguinata senza destare sospetti |
10. La teoria reale e massonica
È la teoria più famosa grazie al cinema e al fumetto From Hell di Alan Moore ed Eddie Campbell. In sintesi: il principe Albert Victor, nipote della regina Vittoria, avrebbe sposato in segreto una donna cattolica di Whitechapel; per coprire lo scandalo, il medico della regina Sir William Gull, aiutato da un cocchiere e dal pittore Sickert, avrebbe eliminato le donne che conoscevano il segreto, con un rituale massonico.
La teoria nasce dal racconto di Joseph Gorman, che si presentava come figlio di Sickert, diffuso dalla BBC nel 1973 e trasformato in libro da Stephen Knight nel 1976 (Jack the Ripper: The Final Solution). Messa alla prova, cade:
- Lo stesso Gorman dichiarò al Sunday Times il 18 giugno 1978 che si trattava di "una bufala", "una bugia colossale".
- Il principe risulta a Balmoral la notte del doppio omicidio del 30 settembre 1888, secondo il bollettino di corte pubblicato dal Times, e con ogni probabilità a Sandringham il 9 novembre.
- Gull aveva oltre settant'anni e aveva subito un ictus nel 1887.
- Alcuni dei protagonisti indicati come massoni nella teoria non lo erano.
"Juwes" e la massoneria
Knight sostenne che la parola "Juwes" della scritta di Goulston Street indicasse Jubela, Jubelo e Jubelum, i tre assassini di Hiram Abiff nella leggenda massonica, e che Warren l'avesse cancellata per proteggere i "fratelli". Ma non esiste alcuna prova che qualcuno chiamasse quei personaggi "Juwes" prima di Knight, e non sappiamo nemmeno se la scritta fosse dell'assassino.
C'è però un fatto vero, ed è giusto riconoscerlo: Sir Charles Warren era davvero un massone di alto profilo. Fu il primo Maestro della Quatuor Coronati Lodge n. 2076, una loggia londinese dedicata alla ricerca storica sulla massoneria, con patente del 28 novembre 1884 e consacrazione il 12 gennaio 1886. È un dato reale, ma non dimostra nulla sul caso: la loggia non aveva sede a Whitechapel e nessun documento collega la massoneria ai delitti.
La "cappella" del quartiere
Ricordavo, come molti, che nel quartiere fosse legata ai delitti una cappella, forse massonica. Ho verificato, e la risposta è interessante perché mostra come nascono le leggende. I candidati sono tre:
| Edificio | Fatti | Legame con la massoneria |
|---|---|---|
| St Mary Matfelon, la "white chapel" | Cappella medievale (esistente già nel 1282) da cui il quartiere prende il nome; ricostruita più volte, era in piedi nel 1888; distrutta nei bombardamenti del 29 dicembre 1940, oggi è l'Altab Ali Park | Nessuno |
| Christ Church Spitalfields | Chiesa di Nicholas Hawksmoor, costruita tra il 1714 e il 1729, nel cuore dell'area dei delitti; di fronte c'è il pub Ten Bells, tradizionalmente legato alle vittime | Hawksmoor risulta iniziato in massoneria intorno al 1730, dopo il completamento della chiesa. Le leggende esoteriche sulle sue chiese nascono negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, con lo scrittore Iain Sinclair e il romanzo Hawksmoor di Peter Ackroyd, e sono riprese da From Hell |
| La "Neuve Église" di Brick Lane | Cappella ugonotta del 1743, poi metodista, poi sinagoga dal 1891, oggi moschea | Nessuno |
Conclusione: il quartiere prende il nome da una cappella, ma non massonica. La "cappella massonica" della memoria collettiva è quasi certamente una fusione di tre elementi veri ma separati: la chiesa di Hawksmoor (con il suo architetto, che diventò massone più tardi), la massoneria reale di Warren e la teoria screditata di Knight, resa popolare da From Hell.
11. La teoria esoterica
Il personaggio chiave è Robert Donston Stephenson, che si faceva chiamare "Roslyn D'Onston", giornalista e appassionato di occultismo. Fu ricoverato al London Hospital di Whitechapel dal 26 luglio al 7 dicembre 1888, e in quei mesi scrisse alla polizia proponendo teorie sul caso. Secondo la versione più citata, sostenne sulla Pall Mall Gazette che l'assassino fosse un mago nero che usava gli organi per rituali.
Due donne della sua cerchia, la scrittrice teosofa Mabel Collins e la baronessa Vittoria Cremers, finirono per sospettarlo. Cremers raccontò all'occultista Aleister Crowley di aver trovato nel suo baule delle cravatte irrigidite dal sangue. Crowley riportò la storia in un suo scritto: è una testimonianza di terza mano. Cremers sostenne anche che i luoghi dei delitti formassero una croce; una verifica sulla mappa non lo conferma.
Nel 2001 lo scrittore Ivor Edwards ha proposto che i luoghi fossero stati scelti in anticipo secondo uno schema geometrico rituale, la vesica piscis.
Valutazione:
- I registri dell'ospedale e i turni notturni, studiati da ricercatori negli anni Duemila, indicano che Stephenson non poteva lasciare il reparto di notte.
- Il caso contro di lui si basa quasi tutto sulle sue stesse vanterie e su racconti di seconda o terza mano.
- Le "geometrie" dei luoghi sono un classico errore di analisi: con cinque punti su una mappa si può disegnare quasi qualsiasi figura. I delitti si concentrano invece in una piccola area percorribile a piedi e nelle notti del fine settimana, il che si spiega con abitudini, lavoro e paga molto meglio che con un rituale.
- Non ho trovato fonti serie che leghino i delitti alle fasi lunari.
12. Delitti simili nel mondo: la stessa mano?
Tra il 1884 e il 1892 i giornali di mezzo mondo attribuirono a "Jack" omicidi avvenuti lontano da Londra. Li ho verificati uno per uno.
| Luogo e data | Cosa accadde | Chi propose il collegamento | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Austin, Texas, dicembre 1884 – dicembre 1885 | Otto persone uccise, quasi tutte donne di servizio, il "Servant Girl Annihilator" | Un giornale di Atlanta nel 1888; il giornale di Austin indicò un cuoco malese, "Maurice", che sarebbe partito per Londra nel 1886 | Bassa. Asce e aggressioni in casa, a volte contro più persone: metodo molto diverso. Il "Maurice" si basa su una congettura giornalistica |
| Managua, Nicaragua, gennaio 1889 | Sei donne uccise e mutilate in dieci giorni, secondo The Sun del 24 gennaio 1889 | La stampa dell'epoca; nel 2005 l'ex detective Trevor Marriott | Molto bassa. Già nel luglio 1889 un giornale americano riferiva che a Managua quei delitti erano "assolutamente sconosciuti". Non è certo che siano avvenuti |
| Giamaica, novembre–dicembre 1888 | Tre donne uccise, una con un biglietto firmato "Jack the Ripper" | Racconti degli equipaggi dei piroscafi, riportati da un giornale scozzese nel 1889 | Molto bassa. Fonte unica e di seconda mano |
| Vienna, Parigi, La Coruña, Flensburg, 1889 | Un omicidio a Vienna, tentati strangolamenti a Parigi, ragazze scomparse in Spagna, un corpo mutilato in Germania | Corrispondenti di giornali | Molto bassa. Tipica ondata di imitazioni e notizie gonfiate dopo un caso mediatico |
| New York, 24 aprile 1891 | Carrie Brown, detta "Old Shakespeare", strangolata e mutilata in un hotel sull'East River | La stampa dell'epoca; in seguito lo storico Philip Sugden propose Kłosowski | Reale ma non provata. Un algerino, Ameer Ben Ali, fu condannato e poi graziato nel 1902 per dubbi sulla sua colpevolezza. Kłosowski si trasferì a Jersey City nel 1891, ma probabilmente dopo l'omicidio |
| New York, 1894 | Carl Feigenbaum uccide una vedova; giustiziato a Sing Sing nel 1896 | Il suo avvocato, dopo l'esecuzione | Bassa. Unica fonte l'avvocato; nessun documento lo colloca a Londra nel 1888 |
| Londra, Tamigi, 1887–1889 | I "Thames Torso Murders": corpi smembrati, compreso il torso di Pinchin Street | La stampa dell'epoca | Bassa. Assassino che smembra e nasconde, non che mutila e lascia sul posto. La polizia negò il legame |
Risultato: nessun delitto fuori da Whitechapel è mai stato collegato in modo documentato allo Squartatore. Il dato interessante è un altro: un caso mediatico genera imitazioni e notizie fantasma, esattamente come oggi un fatto virale produce decine di "casi simili" non verificati. È lo stesso meccanismo che ho descritto nella notizia della presunta peste di Irkutsk.
13. Il profilo criminale
Arriviamo alla parte più delicata. Un profilo non indica un nome: restringe il campo. Il mio parte dai profili storici e dai dati della scena.
Le fonti del profilo
- Thomas Bond (1888): uomo solitario, freddo, dall'aspetto rispettabile, senza conoscenze anatomiche, con episodi periodici di mania omicida.
- John Douglas e Roy Hazelwood, FBI (1988): preparato per un programma televisivo nel centenario. Secondo le sintesi disponibili: uomo bianco, 25–35 anni, residente a Whitechapel o Spitalfields, solitario, probabilmente non sposato, con un lavoro che gli permetteva di agire da solo, dall'aspetto ordinario e timido, carico di risentimento. Un assassino "disorganizzato", che quindi difficilmente scriveva lettere alla stampa. Douglas indicò un tipo simile a Kosminski o a David Cohen, un altro immigrato ebreo internato nel 1888.
- Kim Rossmo, profilo geografico: l'area di residenza più probabile è intorno a Flower and Dean Street e Thrawl Street, tra Commercial Street e Brick Lane, la stessa zona dei dormitori dove vivevano molte vittime. Rossmo stesso avverte che il risultato non è verificabile, perché l'indirizzo dell'assassino è sconosciuto.
I dati della scena
| Elemento | Cosa indica |
|---|---|
| Giorni: venerdì 31 agosto, sabato 8 settembre, domenica 30 settembre, venerdì 9 novembre | Un uomo libero nelle notti del fine settimana: probabilmente con un lavoro nei giorni feriali, o con abitudini legate al giorno di paga |
| Orari: tra la mezzanotte e le 6 del mattino | Capacità di muoversi di notte senza destare sospetti; nessun obbligo di rientro controllato |
| Area: pochi isolati, tutti raggiungibili a piedi | Conoscenza profonda del territorio, vie di fuga note, probabile residenza nella zona |
| Vittime: donne povere, sole, spesso alcolizzate | Scelta di vittime vulnerabili e accessibili, che lo seguivano volontariamente in luoghi appartati |
| Doppio omicidio del 30 settembre | Dopo l'interruzione con Stride, colpisce di nuovo entro un'ora: forte spinta compulsiva e grande sangue freddo |
| Escalation fino a Kelly, al chiuso | Bisogno crescente di tempo e di controllo sulla vittima; in una stanza chiusa può completare la sua fantasia |
| Fine improvvisa dopo il 9 novembre | Le spiegazioni tipiche sono quattro: morte, internamento, arresto per altro, trasferimento lontano |
Il profilo
Mettendo insieme queste fonti, il profilo più coerente è questo:
- Un uomo del posto, che abitava o lavorava nell'area tra Whitechapel e Spitalfields, probabilmente nella zona dei dormitori o vicino.
- Età tra i 25 e i 40 anni, fisicamente forte.
- Aspetto ordinario, abbastanza da non spaventare le vittime e da non attirare l'attenzione della polizia e dei vicini. Probabilmente non "il gentiluomo con il cilindro" dell'immaginario cinematografico.
- Solitario, con relazioni povere con le donne e un risentimento profondo nei loro confronti.
- Con un lavoro o una routine che lo lasciava libero nelle notti del fine settimana e gli permetteva di rientrare o lavarsi senza dare nell'occhio. Le ipotesi su un lavoro che abitua al sangue, come il macellaio, sono plausibili ma non dimostrate: i medici dell'epoca non erano d'accordo sulle sue capacità anatomiche.
- Non l'autore delle lettere, quasi certamente.
- Una fine dei delitti spiegata da un evento esterno: morte, internamento o partenza.
Questo profilo si adatta meglio ai sospettati "di quartiere", come Kosminski, che a quelli celebri: principi, pittori, medici di corte. Ma un profilo è uno strumento per orientare un'indagine, non una prova: molti uomini di Whitechapel nel 1888 corrispondevano a questa descrizione.
14. Cosa insegna il caso a chi fa indagini oggi
| Errore del 1888 | Regola operativa |
|---|---|
| Lettere false prese per vere e usate per dare un nome all'assassino | Verificare la provenienza di ogni comunicazione prima di attribuirla a qualcuno |
| Una scritta cancellata prima di essere fotografata | Documentare sempre prima di intervenire sulla scena |
| Testimoni che descrivono "un ebreo", "uno straniero" | Separare l'osservazione dal pregiudizio di chi osserva |
| Un calzolaio arrestato per una voce | Una voce non è un indizio, finché non è verificata |
| Uno scialle senza storia analizzato con il DNA | Senza catena di custodia, la scienza non salva una prova |
| Teorie costruite su anagrammi, mappe e simboli | Con abbastanza dati si trova sempre uno schema: il problema è dimostrare che non è casuale |
| Cento sospettati, nessuna prova | Un buon investigatore sa dire anche "non lo sappiamo" |
È lo stesso metodo che applico nelle indagini e analisi OSINT per i miei clienti e nelle ricerche storiche: separare ciò che è documentato da ciò che è raccontato, e accettare che a volte la risposta onesta sia un fascicolo ancora aperto.
Fonti principali: voci Wikipedia sui Whitechapel murders, sulle singole vittime e sui sospettati, con le relative fonti primarie; relazione del dottor Thomas Bond del 10 novembre 1888; memorandum di Melville Macnaghten (1894); Quatuor Coronati Lodge, pagina storica sui fondatori; Live Science e Smithsonian Magazine sulle critiche all'analisi del DNA dello scialle (2019); ristampe di giornali dell'epoca raccolte da jack-the-ripper-tour.com; Environmental Criminology Research Inc. sul profilo geografico di Kim Rossmo.
Domande frequenti
Quante furono le vittime di Jack lo Squartatore?
Il fascicolo della Polizia metropolitana raccoglie undici omicidi di donne avvenuti a Whitechapel tra l'aprile 1888 e il febbraio 1891. Cinque sono considerate 'canoniche', cioè attribuite con maggiore sicurezza allo stesso autore: Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly, uccise tra il 31 agosto e il 9 novembre 1888. Per le altre l'attribuzione è discussa.
Qual è il sospettato più accreditato?
Non esiste un sospettato provato. Tra quelli indicati dalla polizia dell'epoca, il più discusso è Aaron Kosminski, un barbiere ebreo polacco internato in manicomio nel 1891, nominato nel memorandum di Macnaghten del 1894 e nelle note a margine dell'ispettore Swanson. Un'analisi del DNA su uno scialle, pubblicata nel 2019, lo ha indicato, ma la provenienza dello scialle e il metodo sono stati criticati da molti genetisti.
Le lettere firmate Jack the Ripper le scrisse l'assassino?
Quasi certamente no, almeno nella maggior parte dei casi. La polizia ricevette centinaia di lettere. Già nel 1888 si sospettava che la lettera 'Dear Boss', quella che creò il nome Jack the Ripper, fosse opera di un giornalista, e nel 1913 l'ispettore capo John Littlechild indicò un giornalista della Central News. La lettera 'From Hell', arrivata con mezzo rene umano, è quella presa più sul serio, ma la sua autenticità non è dimostrata.
Jack lo Squartatore era un massone o un membro della famiglia reale?
Non ci sono prove. La teoria della congiura reale e massonica nasce dal libro di Stephen Knight del 1976, basato sul racconto di Joseph Gorman, che nel 1978 ammise al Sunday Times che si trattava di una bufala. Il principe Albert Victor risulta inoltre a Balmoral la notte del doppio omicidio del 30 settembre 1888.
Ci furono delitti simili in altre parti del mondo?
Sì, ma nessun collegamento è mai stato dimostrato. I casi più citati sono gli omicidi di Austin, in Texas, nel 1884-85, le presunte uccisioni di Managua nel 1889, smentite già all'epoca, e l'omicidio di Carrie Brown a New York nel 1891. Altri sospettati, come Thomas Neill Cream e Frederick Deeming, erano in carcere o lontani da Londra nel 1888.
Quale profilo criminale si può tracciare dell'assassino?
I profili più seri, dal medico Thomas Bond nel 1888 all'FBI nel 1988, convergono su un uomo del posto, probabilmente tra i 25 e i 40 anni, dall'aspetto ordinario, solitario, che conosceva a fondo i vicoli di Whitechapel e Spitalfields e colpiva nelle ore notturne tra venerdì e domenica. Il profilo geografico indica come probabile area di residenza la zona di Flower and Dean Street.