Vampiri: storia, folklore e scienza. Che cosa c'è di vero dietro il mito
Quando si parla di vampiri, quasi tutti pensano al conte Dracula, al mantello nero, ai canini affilati. Nell'articolo su Dracula e Vlad l'Impalatore ho separato il personaggio storico dal personaggio letterario. Qui faccio un passo indietro, e uno più in profondità: da dove viene il vampiro prima di Dracula?
La risposta sorprende. Non da un romanzo, ma da rapporti ufficiali di funzionari e medici militari dell'Impero asburgico, che tra il 1725 e il 1732 assistettero all'esumazione di cadaveri accusati di uccidere i vivi. Rapporti firmati, datati, pubblicati sui giornali. Materiale perfetto per un investigatore: testimoni, verbali, reperti e, soprattutto, molte domande sul modo in cui sono stati interpretati.
Una premessa di metodo, come sempre: in questo articolo distinguo ciò che le fonti documentano (la credenza, le esumazioni, le sepolture) da ciò che non documentano (l'esistenza di morti che tornano). E segnalo dove gli studiosi sono ancora divisi.
Tre vampiri diversi: folklore, letteratura e cinema
Il primo errore da evitare è parlare di "vampiro" come se fosse una sola figura. In realtà ce ne sono almeno tre:
| Caratteristica | Vampiro del folklore | Vampiro letterario (1819-1897) | Vampiro cinematografico (dal 1922) |
|---|---|---|---|
| Chi è | Un contadino morto di recente, spesso del villaggio | Un aristocratico seducente e straniero | Un mostro o un seduttore, secondo il film |
| Aspetto | Gonfio, rubicondo, con sangue alla bocca | Pallido, elegante, magnetico | Pallido, canini, mantello |
| Chi colpisce | Parenti e vicini | Giovani donne e uomini | Chiunque |
| Come agisce | Soffoca, schiaccia, "succhia la vita"; provoca malattie e morti a catena | Morde il collo e beve sangue | Morde il collo e beve sangue |
| Il sole | Nessun effetto particolare | Dracula si muove di giorno, con poteri ridotti | Lo uccide (da Nosferatu, 1922) |
| Come si ferma | Esumazione, paletto, decapitazione, rogo | Paletto, decapitazione, oggetti sacri | Paletto, sole, croce, aglio |
Il vampiro del folklore è un morto del villaggio che si sospetta torni a danneggiare la propria famiglia e la comunità. Assomiglia più a uno spettro contagioso che a un conte transilvano.
Prima del 1725: le radici
La credenza in morti che tornano è molto antica e diffusa, ma attenzione alle scorciatoie: non ogni demone o spettro è un vampiro.
| Fonte o tradizione | Periodo | Che cosa racconta | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Lamie, strigi, Lilith | Antichità | Demoni femminili che aggrediscono bambini o uomini, a volte bevendo sangue | Figure demoniache, non morti che tornano: parenti lontani, non antenati diretti |
| Guglielmo di Newburgh, Historia rerum Anglicarum | XII secolo | Racconti di morti inglesi che escono dalla tomba, terrorizzano i vivi e vengono riesumati e bruciati | Il revenant medievale: molto vicino al vampiro del folklore, ma senza il nome |
| Leone Allacci, opera sulle credenze dei Greci | 1645 | Descrive il vrykolakas greco, il morto che torna | Fonte erudita su una credenza viva |
| Joseph Pitton de Tournefort, Relation d'un voyage du Levant | Pubblicata nel 1717, su un viaggio del 1700-1702 | Assiste a Mykonos all'esumazione e al rogo di un presunto vrykolakas in un clima di panico collettivo | Testimone oculare scettico: attribuisce tutto alla suggestione |
| Folklore slavo: upir, vampir | Medioevo ed età moderna | Morti che tornano, spesso legati a morti violente, suicidi, scomunicati o a riti funebri non rispettati | La radice diretta del vampiro settecentesco |
La parola stessa ha una storia interessante: secondo i principali dizionari etimologici, vampire compare in inglese nel 1732, proprio sull'onda dei casi serbi, attraverso il tedesco Vampir e le lingue slave. L'origine più profonda è incerta.
Il dossier: le esumazioni in Serbia (1725-1732)
Dopo la pace di Passarowitz (1718), una parte della Serbia passò sotto il controllo asburgico. I funzionari e i medici militari austriaci si trovarono così a contatto con le credenze dei villaggi di frontiera, e a doverle mettere per iscritto.
Caso 1: Petar Blagojević, Kisiljevo, 1725
| Elemento | Che cosa riportano le fonti |
|---|---|
| Luogo | Il villaggio di Kisilova, probabilmente l'odierna Kisiljevo |
| I fatti | Dopo la morte del contadino Petar Blagojević (Peter Plogojowitz nelle fonti tedesche), nove persone muoiono in otto giorni; alcune raccontano sul letto di morte di essere state aggredite da lui nel sonno |
| L'esumazione | Il corpo appare non decomposto, con capelli e barba cresciuti, pelle e unghie "nuove", sangue fresco alla bocca |
| Il trattamento | Un paletto nel cuore, da cui esce sangue da bocca e orecchie; poi il rogo |
| Il testimone | Il funzionario imperiale Ernst Frombald, che assiste e dichiara di aver ceduto alla pressione dei paesani, "fuori di sé dalla paura" |
| La diffusione | Il rapporto viene pubblicato dal Wienerisches Diarium, la gazzetta di Vienna |
Caso 2: Arnold Paole e Medveđa, 1726-1732
Il secondo caso è quello che fece del vampiro un fenomeno europeo.
| Data | Fatto |
|---|---|
| 1726 circa | Arnold Paole, ex soldato irregolare (hajduk) stabilitosi a Medveđa, muore dopo una caduta da un carro di fieno. In vita raccontava di essere stato tormentato da un vampiro |
| Circa 40 giorni dopo | Dopo alcune morti attribuite a lui, gli abitanti lo esumano: il corpo appare intatto, con sangue fresco. Viene impalato, decapitato e bruciato, insieme alle sue quattro presunte vittime |
| 1731 | Una nuova ondata di morti. Il medico militare Glaser visita il villaggio il 12 dicembre: non trova segni di contagio, attribuisce le morti alla malnutrizione e al digiuno, ma suggerisce di assecondare i paesani, che minacciano di abbandonare il villaggio |
| 7 gennaio 1732 | Una seconda commissione, guidata dal chirurgo militare Johann Flückinger, esuma 17 corpi: 5 sono decomposti, 12 appaiono ben conservati, con sangue fresco, unghie "ricresciute" e pelle rosata. I medici parlano di "stato di vampirismo" |
| Dopo l'esame | I corpi "vampirici" vengono decapitati e bruciati, le ceneri gettate nel fiume Morava occidentale |
| 26 gennaio 1732 | Il rapporto, noto come Visum et Repertum, viene firmato a Belgrado da cinque ufficiali |
| Febbraio 1732 e seguenti | Il rapporto e una lettera del padre di Glaser vengono pubblicati e ristampati in tutta Europa |
La lezione dell'investigatore. Il Visum et Repertum è un documento autentico, firmato da professionisti. Ma un verbale autentico non garantisce che l'interpretazione sia corretta. I chirurghi descrissero con precisione ciò che videro; il problema è che interpretarono come anomalo ciò che era normale, perché non conoscevano a sufficienza le fasi della decomposizione. È lo stesso errore che si ritrova in molte indagini: osservazione esatta, conclusione sbagliata.
Il dibattito europeo
I rapporti serbi scatenarono una discussione che coinvolse medici, teologi e filosofi:
| Anno | Autore | Posizione |
|---|---|---|
| 1746 | Dom Augustin Calmet, abate benedettino | Nelle sue Dissertations sur les apparitions… et sur les revenans et vampires raccoglie un enorme numero di casi; esprime dubbi, ma la sua opera contribuisce a diffondere il tema |
| 1755 | Gerard van Swieten, medico di corte di Maria Teresa | Incaricato di esaminare casi di presunto vampirismo nei territori asburgici, li attribuisce a cause naturali e alla superstizione. Il suo trattato verrà pubblicato in tedesco nel 1768 |
| 1755 | Maria Teresa d'Austria | Un decreto imperiale rende punibile la profanazione delle tombe con il pretesto della difesa dai vampiri e sottopone a censura i resoconti di vampirismo |
| 1763 | Jean-Jacques Rousseau | Nella Lettera a Christophe de Beaumont osserva provocatoriamente che pochi fatti sono attestati da tante testimonianze e documenti quanto i vampiri: per mostrare che la quantità di testimonianze non basta a provare un fatto |
| 1772 | Voltaire | In un articolo delle Questions sur l'Encyclopédie, poi confluito nel Dizionario filosofico, ridicolizza la credenza |
L'osservazione di Rousseau è ancora oggi una lezione di metodo: molte testimonianze concordi non provano un fatto, se condividono lo stesso pregiudizio e la stessa interpretazione.
La spiegazione scientifica: che cosa succede a un corpo dopo la morte
Il lavoro decisivo su questo punto è il libro dello studioso americano Paul Barber, Vampires, Burial, and Death: Folklore and Reality (Yale University Press, 1988). Barber ha confrontato i resoconti delle esumazioni con le conoscenze della medicina legale, mostrando che quasi tutti i "segni di vampirismo" corrispondono alle normali fasi della decomposizione.
| "Prova" di vampirismo nelle fonti | Spiegazione forense |
|---|---|
| Corpo non decomposto settimane dopo la morte | La velocità della decomposizione varia enormemente con la temperatura, l'umidità, il terreno e la profondità. Una sepoltura in inverno o in un terreno freddo e argilloso la rallenta molto |
| Corpo gonfio, "ben nutrito", pelle rosata o scura | I gas prodotti dai batteri gonfiano il corpo; la pelle cambia colore. Ai paesani sembrava un morto "sazio" |
| Sangue fresco alla bocca e al naso | I liquidi di decomposizione, spinti dalla pressione dei gas, fuoriescono da bocca e naso. Il sangue, dopo una prima coagulazione, può tornare fluido |
| Pelle e unghie "nuove" | Lo strato superficiale della pelle si stacca e mostra lo strato sottostante; le unghie cadono e lasciano vedere il letto ungueale, che sembra un'unghia nuova |
| Capelli, barba e unghie "cresciuti" | La pelle si ritrae per disidratazione e fa sembrare più lunghi peli e unghie |
| Il cadavere "geme" quando viene impalato | Il paletto libera i gas compressi, che passando per la trachea possono produrre un suono |
| Il corpo si è "mosso" nella tomba | Gonfiore, cedimento della bara, animali, acqua, oppure precedenti manomissioni |
E le morti a catena? Le fonti parlano di villaggi colpiti da molti decessi in poco tempo. Le spiegazioni più plausibili sono epidemie (tubercolosi, tifo, colera, peste), carestie e malnutrizione, come aveva già ipotizzato il medico Glaser nel 1731. Il vampiro era, in sostanza, una teoria del contagio prima della teoria dei germi: il primo morto "tirava con sé" gli altri. È un meccanismo simile a quello degli untori che ho analizzato nell'articolo sulla peste del Manzoni: davanti a una morte incomprensibile, si cerca un colpevole.
Le ipotesi mediche: che cosa regge e che cosa no
| Ipotesi | Proposta | Argomenti | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Decomposizione e contagio | Paul Barber (1988) e altri | Corrisponde in modo dettagliato a ciò che le fonti descrivono | La spiegazione più solida per le esumazioni |
| Rabbia | Juan Gómez-Alonso, neurologo, rivista Neurology (1998) | Morsi, ipersensibilità a stimoli come luce, odori e specchi, insonnia e vagabondaggio notturno, aggressività; un'epizoozia di rabbia in Ungheria intorno al 1721-1728 | Ipotesi suggestiva per alcuni tratti, ma non spiega le esumazioni; resta una proposta, non una conclusione |
| Porfiria | David Dolphin, biochimico (1985) | Sensibilità alla luce, presunto bisogno di sangue | Respinta: i pazienti non desiderano sangue, bere sangue non avrebbe alcun effetto terapeutico, la sensibilità alla luce non fa parte del folklore originale. Ha contribuito a stigmatizzare i malati |
| Tubercolosi | Studi sul "panico vampirico" del New England | Malattia lenta che "consuma" intere famiglie, una dopo l'altra | Spiega bene i casi americani dell'Ottocento (vedi sotto) |
| Sepoltura prematura | Varie | Persone sepolte vive per errore, con segni di movimento | Possibile in casi isolati, ma non spiega la credenza nel suo insieme |
Il caso americano: Mercy Brown, 1892
La credenza non è rimasta confinata ai Balcani. Nel New England dell'Ottocento la tubercolosi, chiamata allora "consunzione", sterminava intere famiglie. Si diffuse l'idea che un parente morto potesse "consumare" i vivi dalla tomba.
- Nel 1892, a Exeter, nel Rhode Island, la diciannovenne Mercy Brown, morta di tubercolosi dopo la madre e la sorella, fu esumata circa due mesi dopo la morte su insistenza dei vicini. Il corpo, sepolto in pieno inverno, appariva poco decomposto e il cuore conteneva sangue liquido.
- Il cuore fu bruciato, le ceneri mescolate con acqua e date da bere al fratello malato. Il fratello morì comunque.
- Nel 1990, a Griswold, nel Connecticut, fu scoperta una sepoltura dell'Ottocento con la scritta "JB 55" sulla bara: lo scheletro era stato riesumato e ricomposto con il cranio e i femori incrociati sul petto. Le analisi del DNA hanno poi identificato il defunto come un agricoltore di nome John Barber.
L'antropologo Michael Bell, che ha studiato a fondo questi casi, sottolinea un dettaglio importante: la parola "vampiro" la usavano i giornali, non le famiglie. Per loro era un rito disperato di protezione, non la caccia a un mostro.
L'archeologia: le sepolture anti-vampiro
Se la credenza era diffusa, dovrebbe aver lasciato tracce nel terreno. E infatti l'archeologia ha documentato numerose sepolture "atipiche" o "deviate", soprattutto nell'Europa centro-orientale.
| Sito | Periodo | Che cosa è stato trovato | Che cosa dicono le analisi |
|---|---|---|---|
| Drawsko Pomorskie, Polonia | XVII-XVIII secolo | Sei sepolture con falci sul collo o sull'addome, o pietre sotto il mento, su 333 tombe | Lo studio di Gregoricka, Betsinger e colleghi (PLOS ONE, 2014), con analisi degli isotopi dello stronzio, ha mostrato che erano persone del luogo, non stranieri; gli autori ipotizzano un legame con un'epidemia di colera |
| Pień, Polonia | Metà del XVII secolo | Una giovane donna di circa 17-19 anni con una falce sul collo e un lucchetto al piede; il cimitero conta almeno una dozzina di sepolture atipiche su 101 | Scavi dell'Università Niccolò Copernico di Toruń, guidati da Dariusz Poliński (dal 2022). La falce fu probabilmente aggiunta riaprendo la tomba; le analisi del 2026 indicano un oggetto di rame in bocca, non ancora identificato |
| Lazzaretto Nuovo, Venezia | XVI secolo, secondo i ricercatori | Il cranio di una donna con un mattone in bocca, in una sepoltura collettiva di un'epidemia di peste | Interpretazione proposta da Matteo Borrini (Università di Firenze): un rito contro i morti che si credeva "masticassero" il sudario e diffondessero il contagio. Interpretazione suggestiva, ma basata su un singolo caso |
Che cosa possiamo concludere, e che cosa no
- Possiamo concludere che in diverse comunità esisteva la paura che alcuni morti potessero tornare, e che si adottavano pratiche per impedirlo.
- Non possiamo concludere che tutte le sepolture atipiche siano "anti-vampiro". Una pietra in bocca, un corpo a faccia in giù o una decapitazione possono avere spiegazioni diverse: punizioni, riti per suicidi o scomunicati, sepolture affrettate durante un'epidemia, o perfino interventi successivi.
- Il titolo "trovato un vampiro" è giornalismo, non archeologia. Gli archeologi parlano più correttamente di sepolture atipiche o deviate.
Dalla tomba alla pagina: come nasce il vampiro letterario
| Anno | Opera | Che cosa aggiunge al mito |
|---|---|---|
| 1819 | John Polidori, The Vampyre | Nato dalle serate a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, nell'estate del 1816, con Lord Byron e i coniugi Shelley. Il vampiro diventa un aristocratico seducente, Lord Ruthven, ispirato a Byron stesso |
| 1845-1847 | Varney the Vampire | Romanzo popolare a puntate, tra i primi a descrivere i canini che lasciano due fori sul collo |
| 1871-1872 | Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla | La vampira, la seduzione femminile, l'ambientazione nell'Europa centrale |
| 1897 | Bram Stoker, Dracula | Fonde folklore, Transilvania e il nome di Vlad III; fissa le regole moderne del genere |
| 1922 | F. W. Murnau, Nosferatu | Il vampiro muore alla luce del sole: un'invenzione del cinema |
| 1931 | Tod Browning, Dracula, con Bela Lugosi | Il mantello, l'accento, l'eleganza: l'immagine che conosciamo ancora oggi |
C'è un curioso legame svizzero: il vampiro letterario moderno nasce sulle rive del lago di Ginevra, nella stessa estate del 1816 che diede origine anche a Frankenstein di Mary Shelley. Un'estate fredda e piovosa, dovuta agli effetti dell'eruzione del vulcano Tambora del 1815, che costrinse il gruppo a restare in casa a raccontarsi storie di fantasmi.
E i pipistrelli?
Il legame tra vampiri e pipistrelli è successivo al mito, non la sua origine. Il naturalista francese Buffon applicò il nome "vampiro" a un pipistrello sudamericano nel 1774. I pipistrelli che si nutrono davvero di sangue sono tre specie, tutte originarie delle Americhe: in Europa, dove è nato il mito, non sono mai esistiti.
Vampiri in tribunale: quando il mito incontra la criminologia
L'etichetta "vampiro" è stata applicata dalla stampa ad alcuni criminali reali. Qui non c'è nulla di soprannaturale, ma solo crimini gravi raccontati con un'etichetta sensazionale.
| Nome | Luogo e periodo | Perché fu chiamato "vampiro" | Nota |
|---|---|---|---|
| Vincenzo Verzeni | Bergamasca, anni 1870 | Strangolatore condannato per due omicidi e vari tentati omicidi; confessò di aver tratto piacere anche dal sangue delle vittime | Studiato da Cesare Lombroso; la stampa lo chiamò "il vampiro di Bergamo" |
| Peter Kürten | Düsseldorf, 1929-1930 | Serie di omicidi e aggressioni, con dichiarazioni sul piacere legato al sangue | Giustiziato nel 1931; noto come "il vampiro di Düsseldorf" |
| John George Haigh | Inghilterra, anni 1940 | Dichiarò di aver bevuto il sangue delle vittime | Molti studiosi ritengono che fosse un tentativo di farsi dichiarare infermo di mente; fu giustiziato nel 1949 |
In psichiatria si parla talvolta di "vampirismo clinico" o di "sindrome di Renfield", un'espressione proposta dallo psicologo Richard Noll nel 1992. Non è una diagnosi riconosciuta dai manuali ufficiali: descrive comportamenti rari, che di solito rientrano in altri disturbi.
Come in altri casi che ho analizzato, a partire da Landru, il Barbablù di Gambais, il soprannome giornalistico dice molto sul pubblico e poco sul criminale.
Il punto di vista del collezionista: i "kit anti-vampiro"
Nelle aste compaiono periodicamente eleganti cassette in legno con paletti, crocifissi, boccette di "acqua santa", pistole e proiettili d'argento, presentate come kit ottocenteschi per uccidere i vampiri. Da collezionista, li considero un ottimo caso di studio sul falso.
| Elemento | Che cosa hanno accertato gli esperti |
|---|---|
| Datazione | Il kit delle Royal Armouries britanniche, analizzato dal conservatore Jonathan Ferguson, ha una cassetta del 1920 circa, ma fu probabilmente assemblato intorno o dopo il 1970 |
| Proiettili d'argento | Non erano associati ai vampiri prima del Novecento: la loro presenza è già un indizio di falso. In un kit del Mercer Museum, la spettrometria a fluorescenza X ha mostrato che i proiettili erano di peltro, senza argento |
| "Professor Ernst Blomberg" | Molti kit portano il nome di un fantomatico professore e di un armaiolo, "Nicolas Plomdeur". Secondo le ricerche del sito specializzato Vamped, un assemblatore ha ammesso di aver inventato entrambi i personaggi; costruiva kit dal 1979 |
| Oggetti antichi | Alcuni componenti, come una pistola ottocentesca o un crocifisso, possono essere davvero antichi. Ma un insieme di oggetti antichi non rende antico l'insieme |
La lezione dell'investigatore. È lo stesso principio dei documenti falsi: un falso ben fatto mescola elementi autentici e invenzioni. Per valutarlo bisogna datare l'assemblaggio, non solo i singoli pezzi, e verificare la provenienza documentata. Senza una catena di provenienza, un "kit antico" è solo un bell'oggetto decorativo.
In sintesi
| Domanda | Risposta basata sulle fonti |
|---|---|
| I vampiri sono esistiti? | No. È documentata la credenza, non l'esistenza di morti che tornano |
| Da dove nasce il mito moderno? | Dai rapporti ufficiali austriaci sulle esumazioni in Serbia del 1725-1732, diffusi dalla stampa europea |
| Che cosa videro i medici del 1732? | Le normali fasi della decomposizione, interpretate come anomalie |
| Che cosa spiegava il vampiro? | Le morti a catena delle epidemie: una "teoria del contagio" prima dei germi |
| Ci sono tracce archeologiche? | Sì, sepolture atipiche in Polonia e altrove; ma non tutte sono "anti-vampiro" |
| Porfiria o rabbia? | La porfiria è respinta; la rabbia è un'ipotesi parziale; decomposizione ed epidemie restano la spiegazione principale |
| Il vampiro elegante e il sole? | Invenzioni della letteratura (1819-1897) e del cinema (1922) |
| I kit anti-vampiro antichi? | Quasi sempre assemblati nel Novecento |
Il vampiro non è mai uscito da una tomba. Ma è uscito dai verbali, dai giornali e dalle paure di comunità che vedevano morire i propri cari senza capire perché. Studiarlo con metodo significa fare ciò che i chirurghi di Medveđa non poterono fare: separare l'osservazione dall'interpretazione. È, in fondo, il cuore di ogni indagine.
Fonti principali: rapporto di E. Frombald (1725) e Visum et Repertum di J. Flückinger (Belgrado, 26 gennaio 1732), come ricostruiti dagli studi storici; J. Pitton de Tournefort, Relation d'un voyage du Levant (1717); A. Calmet, Dissertations sur les apparitions (1746); G. van Swieten, Abhandlung des Daseyns der Gespenster, nebst einem Anhange vom Vampyrismus (1768); J.-J. Rousseau, Lettre à Christophe de Beaumont (1763); P. Barber, Vampires, Burial, and Death: Folklore and Reality (Yale University Press, 1988); J. Gómez-Alonso, Neurology (1998); M. G. Winkler e K. E. Anderson, Perspectives in Biology and Medicine (1990), sulla porfiria; M. E. Bell, Anthropology and Humanism (2006), sul New England; L. A. Gregoricka, T. K. Betsinger e colleghi, PLOS ONE (2014), su Drawsko; comunicazioni dell'Università Niccolò Copernico di Toruń sul sito di Pień (2022-2026); M. Borrini, sul Lazzaretto Nuovo di Venezia; Online Etymology Dictionary, voce "vampire"; Royal Armouries e ricerche di Vamped sui kit anti-vampiro.
Domande frequenti
I vampiri sono esistiti davvero?
No: non esiste alcuna prova che un morto possa tornare dalla tomba e nutrirsi di sangue. È invece documentata la credenza nei vampiri, che nel Settecento portò a esumazioni ufficiali di cadaveri nei Balcani. I segni interpretati come vampirismo, come il sangue alla bocca o il corpo gonfio, corrispondono alle normali fasi della decomposizione.
Da dove nasce il mito dei vampiri?
Dal folklore dell'Europa orientale e balcanica, dove si credeva che alcuni morti potessero tornare a danneggiare i vivi. Il mito si diffuse in tutta Europa dopo il 1725-1732, quando i rapporti di funzionari e medici militari austriaci su esumazioni in Serbia furono pubblicati e ripresi dai giornali.
Che cosa sono le sepolture anti-vampiro?
Sono sepolture con pratiche insolite pensate per impedire al morto di tornare: una falce sul collo, un lucchetto al piede, una pietra o un mattone in bocca, il corpo a faccia in giù o decapitato. Gli archeologi le hanno trovate soprattutto in Polonia e nell'Europa centro-orientale, tra il Medioevo e l'età moderna.
La porfiria spiega i vampiri?
No. L'ipotesi, proposta nel 1985 dal biochimico David Dolphin, è stata respinta dagli specialisti: chi soffre di porfiria non desidera bere sangue, e la sensibilità alla luce del sole è un'aggiunta moderna al mito dei vampiri. L'ipotesi ha anche contribuito a stigmatizzare i pazienti.
Perché i vampiri muoiono alla luce del sole?
Nel folklore e nel Dracula di Bram Stoker il sole non uccide il vampiro: il conte può muoversi di giorno, anche se con poteri ridotti. La morte alla luce del sole compare nel film Nosferatu del 1922 ed è quindi un'invenzione cinematografica.
I kit antichi per uccidere i vampiri sono autentici?
Nella grande maggioranza dei casi no. Gli studi degli esperti, tra cui quelli delle Royal Armouries britanniche, indicano che questi kit sono stati assemblati nel Novecento, spesso dopo il 1970, combinando oggetti antichi e moderni. I presunti proiettili d'argento di un kit analizzato erano di peltro.