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Il diluvio universale: miti di tutto il mondo, fonti antiche e cosa dice la scienza

Un dio decide di distruggere l'umanità. Un uomo giusto viene avvertito, costruisce un'imbarcazione, vi carica la sua famiglia e gli animali. Le acque coprono la terra. Quando calano, l'imbarcazione si posa su una montagna, l'uomo libera alcuni uccelli per capire se c'è terra asciutta, poi offre un sacrificio agli dèi.

È la storia di Noè, che la Bibbia ebraica, quella cristiana e il Corano, dove Noè si chiama Nuh, hanno reso familiare a miliardi di persone, credenti e non. Ma questa trama esatta era stata scritta su tavolette d'argilla in Mesopotamia secoli prima della Genesi. E racconti di grandi diluvi si trovano in Grecia, in India, in Cina, nelle Americhe, in Australia.

Per molti è la prova che un diluvio universale sia accaduto davvero. Per altri è solo una coincidenza. Io ho provato a trattare la questione come farei con una serie di testimonianze su uno stesso fatto: chi racconta, da chi l'ha sentito, quali racconti sono davvero indipendenti, e che cosa dicono le prove materiali.

Una nota di metodo: riporto le tradizioni nella forma in cui ci sono giunte, indicando la fonte e l'epoca dei testi. Le citazioni sono parafrasi o traduzioni mie. Distinguo sempre tra ciò che è documentato, ciò che è un'ipotesi scientifica discussa e ciò che non ha fondamento.


Le testimonianze più antiche: la Mesopotamia

Una scoperta che fece scalpore

Il 3 dicembre 1872 un giovane assiriologo del British Museum, George Smith, presentò alla Society of Biblical Archaeology di Londra la traduzione di una tavoletta proveniente dalla biblioteca del re assiro Assurbanipal, a Ninive. Raccontava di un uomo avvertito da un dio, di una grande imbarcazione, di un diluvio, di uccelli mandati in esplorazione. Era l'undicesima tavola dell'Epopea di Gilgamesh.

La scoperta fece sensazione: per la prima volta si dimostrava che la storia di Noè aveva un parallelo, molto più antico, in un altro popolo.

Tre versioni mesopotamiche

Oggi conosciamo almeno tre versioni mesopotamiche del diluvio:

Testo Lingua Epoca delle copie più antiche Il sopravvissuto
Genesi di Eridu (racconto sumerico del diluvio) Sumerico Circa XVII secolo a.C. Ziusudra, re di Shuruppak
Poema di Atrahasis Accadico (babilonese antico) Circa XVIII-XVII secolo a.C. Atrahasis, «il grandemente saggio»
Epopea di Gilgamesh, tavola XI Accadico (versione standard) Copie del I millennio a.C., da testi più antichi Utnapishtim, «colui che ha trovato la vita»

Ziusudra compare anche nella Lista reale sumerica, un elenco di sovrani che divide la storia in un «prima» e un «dopo» il diluvio.

Il racconto di Atrahasis: perché gli dèi mandano il diluvio

Il poema di Atrahasis offre una motivazione sorprendente. Gli esseri umani sono stati creati per lavorare al posto degli dèi, ma si moltiplicano e fanno troppo rumore, tanto che il dio Enlil non riesce più a dormire. Gli dèi tentano prima con la pestilenza, poi con la siccità e la carestia, e infine decidono di sterminarli con il diluvio. Il dio Enki, più benevolo, avverte Atrahasis.

È un dettaglio che dice molto: nella versione più antica il diluvio non è la punizione di una colpa morale, ma la soluzione divina a un problema di sovrappopolazione. La dimensione morale arriverà con la Bibbia.

Gilgamesh e Utnapishtim

Nell'Epopea di Gilgamesh, il re di Uruk cerca l'immortalità e incontra Utnapishtim, l'unico uomo che l'abbia ottenuta. Questi gli racconta la sua storia: il dio Ea lo avvertì parlando a una parete di canne, gli ordinò di costruire una nave, di caricarvi «il seme di ogni essere vivente», e di non rivelare il motivo ai concittadini. La tempesta durò sei giorni e sette notti; gli stessi dèi, spaventati, si rannicchiarono come cani. Al settimo giorno la nave si arenò sul monte Nimush. Utnapishtim liberò una colomba, che tornò; poi una rondine, che tornò; poi un corvo, che non tornò più. Allora offrì un sacrificio, e gli dèi «si radunarono come mosche» attorno all'offerta.


Il racconto biblico: Noè

Il racconto della Genesi (capitoli 6-9) è il più conosciuto in Occidente. Dio vede che la malvagità degli uomini è grande e decide di cancellarli; Noè, uomo giusto, riceve l'ordine di costruire un'arca. Il versetto che descrive l'inizio del diluvio, in una traduzione letterale mia dall'ebraico, dice:

«In quel giorno si spaccarono tutte le sorgenti del grande abisso e si aprirono le cateratte del cielo.» [Genesi 7,11]

È un'immagine cosmologica precisa: per gli antichi la terra era circondata da acque, sopra il firmamento e sotto la terra. Il diluvio è il ritorno del caos acquatico primordiale.

Due racconti intrecciati

Leggendo con attenzione, gli studiosi della Bibbia hanno notato da tempo che il racconto contiene incongruenze:

Elemento Una versione L'altra versione
Animali Una coppia di ogni specie [Gen 6,19] Sette coppie degli animali puri e una degli impuri [Gen 7,2]
Durata Pioggia per quaranta giorni [Gen 7,12] Le acque crescono per centocinquanta giorni [Gen 7,24]
Uccelli Un corvo [Gen 8,7] Una colomba, mandata tre volte [Gen 8,8-12]

Secondo l'interpretazione più diffusa tra gli studiosi, il testo attuale intreccia due fonti diverse, poi fuse da un redattore. Non è un dettaglio da specialisti: mostra che già nell'antichità circolavano più versioni della stessa storia.

Il confronto con Gilgamesh

Elemento Gilgamesh (tavola XI) Genesi
Avvertimento divino a un uomo Sì, da Ea Sì, da Dio
Costruzione di un'imbarcazione Sì, con misure precise Sì, con misure precise
Imbarco di famiglia e animali Sì Sì
L'imbarcazione si posa su un monte Monte Nimush «Monti di Ararat»
Uccelli inviati in esplorazione Colomba, rondine, corvo Corvo, colomba
Sacrificio dopo il diluvio Sì, gli dèi ne sentono il profumo Sì, Dio ne sente il «profumo gradito»
Promessa o segno finale La dea Ishtar giura sul suo monile di lapislazzuli L'arcobaleno

La lezione dell'investigatore. Quando due testimoni raccontano la stessa storia con gli stessi dettagli secondari, come gli uccelli liberati in sequenza o il profumo del sacrificio, la conclusione più probabile non è che abbiano assistito indipendentemente allo stesso fatto. È che uno dei due conosceva il racconto dell'altro, o che entrambi attingevano alla stessa fonte. In investigazione si chiama testimonianza contaminata, e riduce drasticamente il valore probatorio della concordanza.

E l'Ararat?

La Genesi dice che l'arca si posò sui «monti di Ararat» [Gen 8,4], al plurale. Ararat è il nome ebraico della regione di Urartu, un regno dell'altopiano armeno, non necessariamente la montagna che oggi porta questo nome, al confine tra Turchia e Armenia. Le numerose spedizioni alla ricerca dell'arca, come quelle sulla formazione di Durupınar, non hanno prodotto prove verificabili; i geologi interpretano queste strutture come formazioni naturali.


Il diluvio nel resto del mondo

Grecia: Deucalione e Pirra

Nella mitologia greca Zeus, irritato dalla malvagità degli uomini dell'età del bronzo, scatena un diluvio. Si salvano solo Deucalione, figlio di Prometeo, e sua moglie Pirra, su un'arca o una cassa costruita su consiglio di Prometeo. Approdano sul Parnaso, o secondo altre versioni su altri monti. Per ripopolare la terra, su indicazione di un oracolo, gettano dietro di sé «le ossa della grande madre»: le pietre della Terra. Da quelle di Deucalione nascono gli uomini, da quelle di Pirra le donne. Il racconto più celebre è nelle Metamorfosi di Ovidio, ma è narrato anche dalla Biblioteca attribuita ad Apollodoro.

I Greci conoscevano anche altri diluvi, come quelli di Ogige e di Dardano. Platone, nel Timeo, fa dire a un sacerdote egiziano che le distruzioni dell'umanità per acqua e per fuoco si ripetono ciclicamente, come ho raccontato nell'articolo su Atlantide e il mito di Platone.

India: Manu e il pesce

Nello Shatapatha Brahmana, un testo vedico in prosa, si racconta che Manu, il progenitore dell'umanità, trovò un piccolo pesce mentre si lavava. Il pesce gli chiese protezione e in cambio promise di salvarlo da un diluvio che avrebbe spazzato via tutte le creature. Manu lo allevò finché divenne enorme; poi costruì una nave e, quando venne il diluvio, legò la nave al corno del pesce, che lo condusse su una montagna del nord. Nella tradizione successiva il pesce sarà identificato con Matsya, il primo avatar di Vishnu.

Cina: Yu il Grande, che domò le acque

Il racconto cinese è profondamente diverso. Non c'è un dio che punisce, né un'arca. C'è un'inondazione immensa che dura anni, e due eroi che cercano di controllarla: Gun, che fallisce costruendo dighe, e suo figlio Yu, che riesce scavando canali e guidando le acque verso il mare. Per il suo successo Yu diventa sovrano e fondatore della leggendaria dinastia Xia. È un mito di ingegneria e buon governo, non di colpa e punizione.

Mesoamerica: i popoli di legno

Nel Popol Vuh, il libro sacro dei Maya K'iche', gli dèi creano l'umanità più volte. Gli uomini di legno, privi di anima e di memoria per i loro creatori, vengono distrutti da un grande diluvio e da una pioggia di resina. Nella tradizione azteca dei Cinque Soli, una delle ere del mondo, il «Sole d'Acqua», termina con un diluvio in cui gli esseri umani vengono trasformati in pesci.

Nord Europa: il sangue di Ymir

Nell'Edda in prosa di Snorri Sturluson, gli dèi uccidono il gigante primordiale Ymir, e il suo sangue è così abbondante da annegare tutti i giganti del gelo tranne Bergelmir e sua moglie, che si salvano su una sorta di imbarcazione. È un «diluvio» di sangue anziché d'acqua, ma la struttura è riconoscibile.

Australia: il mare che avanza

In Australia molti racconti aborigeni descrivono un tempo in cui la costa era più lontana e il mare avanzò sulle terre. Uno studio dei geografi Patrick Nunn e Nick Reid, pubblicato nel 2016 sulla rivista Australian Geographer, ha esaminato racconti di questo tipo in 21 località costiere e ha proposto che conservino la memoria dell'innalzamento del mare successivo all'ultima glaciazione. Poiché il livello attuale è stato raggiunto circa 7'000 anni fa, quei ricordi sarebbero più antichi. È un'ipotesi suggestiva, che ha suscitato discussione.

Una mappa delle tradizioni

Tradizione Protagonista Causa Mezzo di salvezza Elementi tipici
Sumerica Ziusudra Decisione degli dèi Nave Avvertimento divino
Babilonese Atrahasis, Utnapishtim Rumore degli uomini / decisione degli dèi Nave Uccelli, sacrificio
Ebraica Noè Malvagità umana Arca Uccelli, sacrificio, arcobaleno
Greca Deucalione e Pirra Malvagità umana Arca o cassa Ripopolamento con le pietre
Indiana Manu Evento cosmico Nave guidata da un pesce Animale salvatore
Cinese Gun e Yu Inondazione naturale Opere idrauliche Fondazione di una dinastia
Maya Gli uomini di legno Imperfezione della creazione Nessuno Creazioni successive
Norrena Bergelmir Uccisione di Ymir Imbarcazione Diluvio di sangue
Aborigena australiana Varie Mare che avanza Fuga verso l'interno Coste perdute

Quanto sono indipendenti questi racconti?

Qui il lavoro diventa davvero investigativo. Il fatto che «tutti i popoli» raccontino un diluvio viene spesso presentato come una prova schiacciante. Ma prima di contare le testimonianze bisogna chiedersi quante sono davvero indipendenti.

Rapporto Valutazione
Mesopotamia → Bibbia Dipendenza molto probabile: stessi dettagli secondari, stessa area culturale, cronologia compatibile
Vicino Oriente → Grecia Influenza possibile: i contatti tra Grecia e Vicino Oriente sono documentati, e la storia di Deucalione ha tratti comuni con quelle orientali
Racconti raccolti dopo l'arrivo dei missionari Rischio di contaminazione: molti racconti delle Americhe, dell'Africa e dell'Oceania furono messi per iscritto da missionari o dopo il contatto con il cristianesimo, e talvolta contengono elementi biblici che fanno sospettare un'influenza
India, Cina, Australia, Mesoamerica Tradizioni con caratteristiche proprie e, almeno in parte, indipendenti, ma con trame molto diverse tra loro

Già all'inizio del Novecento l'antropologo James Frazer raccolse centinaia di racconti di diluvio da tutto il mondo; più tardi il folklorista Alan Dundes curò un'antologia di studi sul tema. Il quadro che emerge è chiaro: esistono molti racconti di inondazioni, ma non un unico racconto universale. Le trame, le cause e i protagonisti cambiano molto da una cultura all'altra.

Questo indebolisce l'idea di un unico evento globale ricordato da tutti. Ma non chiude la questione: resta da capire perché le inondazioni occupino un posto così grande nella memoria dei popoli.


Che cosa dice la scienza

Nessuna prova di un diluvio globale

Allo stato attuale delle conoscenze, non risultano prove a sostegno di un'inondazione che abbia coperto l'intero pianeta, montagne comprese. Anzi, diversi dati vanno nella direzione opposta.

Argomento Perché esclude un diluvio globale
La quantità d'acqua Per coprire l'Everest servirebbe molta più acqua di quella esistente sulla Terra, sommando oceani, ghiacci e vapore atmosferico
Il record geologico Non esiste uno strato sedimentario unico e globale riferibile a un'unica inondazione in epoca umana
Le carote di ghiaccio I ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide conservano strati annuali per decine e centinaia di migliaia di anni, senza interruzioni compatibili con un diluvio planetario
Gli anelli degli alberi e i sedimenti dei laghi Sequenze annuali continue per migliaia di anni
La storia delle civiltà Egitto e Mesopotamia mostrano continuità culturale attraverso le date proposte per il diluvio biblico

Le grandi inondazioni reali

Se mancano le prove di un diluvio globale, la geologia documenta però molte inondazioni enormi, alcune delle quali avvenute quando gli esseri umani esistevano già.

Evento Epoca Che cosa accadde
Innalzamento post-glaciale del mare Da circa 20'000 a circa 7'000 anni fa Con lo scioglimento dei ghiacci il livello del mare salì di circa 120 metri, sommergendo vaste pianure costiere in tutto il mondo
Inondazioni di Missoula Fine dell'ultima glaciazione Il ripetuto cedimento di una diga di ghiaccio liberò volumi d'acqua immensi attraverso il nord-ovest degli Stati Uniti
Svuotamento del lago Agassiz Circa 8'200 anni fa Lo svuotamento di un enorme lago glaciale nordamericano è associato a un brusco raffreddamento climatico
Tsunami di Storegga Circa 8'000 anni fa Una gigantesca frana sottomarina al largo della Norvegia provocò uno tsunami che colpì le coste del Mare del Nord
Sommersione del Doggerland Fino a circa 8'000-7'000 anni fa Le terre abitate che univano la Gran Bretagna al continente furono progressivamente sommerse dal Mare del Nord
Piene della Mesopotamia Ricorrenti Il Tigri e l'Eufrate, in una pianura piatta, provocavano inondazioni devastanti

Le ipotesi su eventi specifici

Alcuni ricercatori hanno cercato di collegare singoli racconti a eventi precisi. Ecco le ipotesi principali, con il loro stato attuale.

Gli strati di Ur. Nel 1929 l'archeologo Leonard Woolley, scavando a Ur, in Mesopotamia, trovò uno spesso strato di argilla alluvionale privo di reperti e annunciò di aver trovato le tracce del diluvio. Studi successivi hanno mostrato che si trattava di un'inondazione locale, e che strati simili in altre città mesopotamiche, come Shuruppak e Kish, risalgono a date diverse. Confermano che le piene erano frequenti, non che ci fu un unico diluvio.

Il Mar Nero. Nel 1997 i geologi William Ryan e Walter Pitman proposero che, alla fine dell'ultima glaciazione, il Mar Nero fosse un lago molto più basso del Mediterraneo, e che il mare avesse sfondato il Bosforo riversandosi in modo catastrofico nel bacino. Datarono l'evento a circa 7'600 anni fa, poi corressero la stima in circa 8'800 anni fa. L'ipotesi ha avuto grande successo popolare, ma è molto discussa: diversi studi indicano un innalzamento più graduale o più contenuto, e una revisione del 2022 ha concluso che le prove di un'inondazione catastrofica sono insufficienti. Il dibattito, comunque, non è del tutto chiuso, come riassume la voce di Wikipedia sull'ipotesi del diluvio del Mar Nero.

Il Golfo Persico. Durante l'ultima glaciazione il Golfo Persico era in gran parte una valle asciutta attraversata da fiumi. L'archeologo Jeffrey Rose ha proposto nel 2010 che vi abitassero popolazioni umane, costrette a spostarsi quando il mare la invase. È un'ipotesi interessante per la storia del popolamento, ma il legame con i racconti del diluvio resta speculativo.

Il Fiume Giallo. Nel 2016 un gruppo guidato da Wu Qinglong ha pubblicato sulla rivista Science lo studio di un'enorme inondazione causata dal cedimento di una diga naturale formata da una frana nella gola di Jishi, sul Fiume Giallo, datata a circa il 1920 a.C. Gli autori hanno proposto che possa essere all'origine della leggenda di Yu il Grande, come riportato da Sci.News. Altri studiosi restano scettici sul collegamento tra l'evento e il mito.

L'impatto cosmico. Esiste anche un'ipotesi secondo cui un impatto o un'esplosione cometaria, circa 12'900 anni fa, avrebbe provocato sconvolgimenti climatici. È un'ipotesi fortemente contestata dalla maggior parte della comunità scientifica, e ancora più debole è il tentativo di collegarla ai miti del diluvio.


Perché il diluvio è ovunque

Se non ci sono prove di un unico diluvio globale, perché le inondazioni sono così presenti nei miti? Le spiegazioni non si escludono a vicenda.

  1. Le inondazioni sono il disastro più comune. Ancora oggi sono tra le catastrofi naturali più frequenti e distruttive. Gli esseri umani hanno sempre vissuto vicino a fiumi, laghi e coste, perché lì c'erano acqua, cibo e vie di comunicazione. Quasi ogni popolo ha sperimentato almeno un'inondazione devastante.
  2. Il ricordo delle coste perdute. L'innalzamento del mare alla fine dell'ultima glaciazione fu un evento reale, lento a scala umana ma enorme nei suoi effetti cumulativi: popolazioni intere dovettero abbandonare terre che il mare invadeva. Alcuni studiosi ritengono possibile che tracce di quella memoria sopravvivano nelle tradizioni orali.
  3. Le conchiglie in montagna. Già nel VI secolo a.C. il filosofo greco Senofane notò conchiglie e impronte di animali marini nell'entroterra e sulle montagne, e ne dedusse che la terra un tempo era stata coperta dal mare. Per i popoli antichi, i fossili marini sulle cime erano una prova evidente di un'antica inondazione. Oggi sappiamo che sono il risultato di milioni di anni di sollevamenti geologici.
  4. La diffusione dei racconti. Le storie viaggiano con i commerci, le conquiste, le religioni. La storia mesopotamica è passata nella Bibbia; la Bibbia è stata portata in tutto il mondo dai missionari.
  5. Il simbolo universale. L'acqua distrugge e purifica. Il diluvio permette di raccontare la fine di un mondo corrotto e l'inizio di un mondo nuovo: è una struttura narrativa potente, che può nascere indipendentemente in culture diverse.

Miti e fatti

Mito Fatto
«Tutti i popoli raccontano lo stesso diluvio» Molti popoli raccontano inondazioni, ma con trame, cause e protagonisti molto diversi; alcuni racconti dipendono da altri
«Il diluvio di Noè è il racconto più antico» I testi mesopotamici sono più antichi e presentano somiglianze strettissime
«La geologia conferma un diluvio globale» Non risultano prove geologiche a sostegno; sono documentate invece molte grandi inondazioni regionali
«Woolley trovò lo strato del diluvio a Ur» Trovò lo strato di un'inondazione locale; altri strati in altre città hanno date diverse
«Il Mar Nero è stato il diluvio di Noè» È un'ipotesi suggestiva ma molto discussa, e il collegamento con il racconto biblico non è dimostrato
«L'arca è stata trovata sull'Ararat» Nessuna prova verificabile; le presunte arche sono formazioni naturali
«Le conchiglie sulle montagne provano il diluvio» Sono la prova di antichi mari e sollevamenti geologici durati milioni di anni

La mia conclusione

Davanti a decine di testimoni che raccontano un'inondazione, un investigatore non conclude automaticamente che abbiano visto tutti lo stesso evento. Verifica chi conosceva il racconto di chi, separa le testimonianze contaminate da quelle indipendenti e confronta tutto con le prove materiali.

Applicando questo metodo, il risultato è questo: ad oggi non risultano prove a sostegno di un diluvio che abbia coperto tutta la Terra. Resta aperta la domanda sull'origine dei racconti. Un'ipotesi ragionevole, ma non dimostrata, è che almeno alcuni nascano da esperienze reali: l'umanità ha vissuto per millenni accanto all'acqua, ha subito piene devastanti e, alla fine dell'era glaciale, ha visto il mare avanzare su coste e pianure. Che quei ricordi siano davvero confluiti nei miti è però difficile da provare. È certo, invece, che alcuni racconti hanno viaggiato da un popolo all'altro, come mostra il rapporto tra i testi mesopotamici e la Bibbia.

Il quadro, insomma, resta aperto. Per ora le prove indicano molte inondazioni locali e regionali, non un unico evento globale. Il legame tra quelle inondazioni e i racconti antichi è un'ipotesi da tenere in considerazione, non una conclusione.

È lo stesso approccio che ho seguito per altri grandi racconti, da Atlantide al Gesù storico: partire dalle fonti più antiche, capire come si sono trasmesse e distinguere il nucleo storico da ciò che è stato aggiunto.


In breve

Domanda Risposta
Il racconto più antico? Mesopotamico: Ziusudra, Atrahasis, Utnapishtim nell'Epopea di Gilgamesh
Noè dipende da Gilgamesh? Le somiglianze sono così strette che una dipendenza, diretta o da una fonte comune, è molto probabile
Tutti i racconti sono uguali? No: cause, protagonisti e trame cambiano molto
C'è stato un diluvio globale? Ad oggi non risultano prove a sostegno
Ci sono state grandi inondazioni? Sì, molte, compreso l'innalzamento del mare di circa 120 metri dopo l'ultima glaciazione
Perché i miti sono così diffusi? Inondazioni frequenti, coste perdute, diffusione dei racconti, simbolismo dell'acqua

Fonti principali: Epopea di Gilgamesh, tavola XI; Poema di Atrahasis; Genesi di Eridu e Lista reale sumerica; Genesi 6-9; Ovidio, Metamorfosi I; Apollodoro, Biblioteca*; Shatapatha Brahmana 1.8.1;* Popol Vuh*; Snorri Sturluson,* Edda in prosa; G. Smith, conferenza alla Society of Biblical Archaeology (1872); L. Woolley, scavi di Ur (1929); J. G. Frazer, Folk-Lore in the Old Testament (1918); A. Dundes (a cura di), The Flood Myth (1988); W. Ryan e W. Pitman (1997-1998); P. Nunn e N. Reid, Australian Geographer (2016); Q. Wu et al., Science 353 (2016); J. Rose, Current Anthropology (2010).

Domande frequenti

Quanti popoli raccontano un diluvio universale?

Racconti di grandi inondazioni che distruggono l'umanità si trovano in moltissime culture: Mesopotamia, Bibbia, Grecia, India, Cina, Mesoamerica, Australia e molte altre. Le raccolte etnografiche ne contano centinaia. Non tutti però sono indipendenti: alcuni derivano l'uno dall'altro e altri sono stati influenzati dal contatto con i missionari cristiani.

Qual è il racconto del diluvio più antico?

I più antichi testi conosciuti sono mesopotamici: la versione sumerica con il re Ziusudra e il poema babilonese di Atrahasis, entrambi del II millennio a.C., e poi l'undicesima tavola dell'Epopea di Gilgamesh, con il sopravvissuto Utnapishtim. Il racconto di Noè nella Genesi è posteriore e presenta somiglianze molto strette con questi testi.

Il diluvio universale è avvenuto davvero?

Ad oggi non risultano prove a sostegno di un'inondazione che abbia coperto tutta la Terra: la quantità d'acqua disponibile non basterebbe e non è mai stato individuato un deposito globale di quel tipo. Sono invece documentate molte grandi inondazioni regionali e il grande innalzamento del livello del mare alla fine dell'ultima glaciazione, che potrebbero aver lasciato tracce nella memoria dei popoli.

Che cos'è l'ipotesi del Mar Nero?

Nel 1997 i geologi William Ryan e Walter Pitman proposero che il Mediterraneo avesse invaso in modo catastrofico il Mar Nero, allora un lago molto più basso, ispirando i racconti del diluvio. L'ipotesi è ancora discussa: molti studi successivi indicano un innalzamento più graduale o più contenuto.

L'arca di Noè è stata ritrovata?

No. Le presunte scoperte sull'Ararat o nelle sue vicinanze, come la formazione di Durupınar, sono state interpretate dai geologi come strutture naturali, e nessuna ha prodotto prove verificabili. Inoltre la Bibbia parla dei «monti di Ararat», cioè della regione di Urartu, non necessariamente della montagna che oggi porta quel nome.

Perché i miti del diluvio sono così diffusi?

Le ragioni principali sono tre: le inondazioni sono il disastro naturale più comune e gli esseri umani vivono quasi sempre vicino all'acqua; alcuni racconti si sono diffusi da una cultura all'altra; e l'acqua è un simbolo universale di distruzione e rinascita. Il fondo marino emerso e le conchiglie fossili in montagna hanno inoltre fatto pensare a molti popoli che il mare un tempo coprisse tutto.

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