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Bregaglia, 1849: una morte «soltanto accelerata» da un colpo di revolver. Che cosa nasconde una dichiarazione medica in un registro dei morti

Avvertenza: questo articolo parla di un tentato suicidio avvenuto nel 1849. Se stai attraversando un momento difficile, in fondo alla pagina trovi i numeri a cui puoi rivolgerti.

È la terza annotazione dei registri della Bregaglia che leggo con il metodo dell'investigatore, dopo il neonato sepolto per ordine del Magistrato Criminale nel 1805 e la donna scomparsa da Promontogno nel 1736.

Questa volta la riga è in tedesco, e contiene una parola che da sola apre un'indagine: «bloss», cioè «soltanto».

Una nota di metodo: trascrivo l'annotazione dalla fonte pubblicata, non dal registro originale. La traduzione è mia. Come negli altri casi, indico il cognome con l'iniziale.


La fonte

L'annotazione è pubblicata in Giacomo Maurizio, Le matricole parrocchiali della Bregaglia, estratto da Clavenna. Bollettino di studi storici valchiavennaschi, VII (1968), tra gli estratti degli atti di morte di Bondo (p. 37).

Come ho ricordato negli articoli precedenti, i pastori che tenevano i registri della valle non erano sempre di madrelingua italiana. Verso la metà dell'Ottocento alcune annotazioni sono scritte direttamente in tedesco, come questa.


L'annotazione

«15-3-1849 – Gaudenzio B.; sein Tod wurde nach ärztlicher Erklärung bloss beschleunigt durch einen am vorhergehenden Tag, morgens 10½ Uhr mit einem Revolver gemachten Selbstmordversuch.»

«15-3-1849 – Gaudenzio B.; la sua morte, secondo la dichiarazione del medico, fu soltanto accelerata da un tentato suicidio con un revolver, compiuto il giorno precedente alle dieci e mezza del mattino.»

Elemento Che cosa dice Perché è significativo
15 marzo 1849 La data dell'annotazione Probabilmente la data di morte o di sepoltura
«nach ärztlicher Erklärung» «Secondo la dichiarazione del medico» Un medico è intervenuto e ha espresso un parere formale
«bloss beschleunigt» «Soltanto accelerata» La morte non sarebbe stata causata dal gesto, ma solo anticipata
«am vorhergehenden Tag» «Il giorno precedente» L'uomo sopravvisse per circa un giorno
«morgens 10½ Uhr» «Alle dieci e mezza del mattino» Una precisione oraria insolita in un registro dei morti
«mit einem Revolver» «Con un revolver» Un'arma ancora relativamente nuova nel 1849
«Selbstmordversuch» «Tentato suicidio» Il pastore usa il termine «tentativo», non «suicidio»

La parola chiave: «soltanto»

Un registro dei morti di solito si limita a dire chi è morto e quando. Qui, invece, il pastore sente il bisogno di riportare una valutazione medica sulla causa della morte. E la formula è precisa: la morte fu «soltanto accelerata».

In termini medici e giuridici, è la differenza tra:

  • causa della morte: l'evento senza il quale la persona non sarebbe morta;
  • concausa o fattore acceleratore: un evento che anticipa una morte che sarebbe comunque avvenuta, per esempio per una malattia grave già in corso.

Il medico, quindi, sembra aver dichiarato che Gaudenzio B. era già gravemente malato, e che il colpo di revolver ne anticipò soltanto la fine. Il registro non dice di che malattia si trattasse.

La lezione dell'investigatore. Quando un documento precisa qualcosa che non era necessario precisare, bisogna chiedersi perché. Un pastore che scrive «soltanto accelerata», citando per di più un medico, non sta solo registrando una morte: sta fissando per iscritto una versione dei fatti. Le precisazioni non richieste sono spesso le più rivelatrici.


Perché era importante precisarlo?

Il registro non lo dice. Ma il contesto storico suggerisce diverse ragioni possibili.

Il peso del suicidio

Secondo il Dizionario storico della Svizzera, per secoli il suicidio fu considerato un peccato equiparato all'omicidio. I familiari potevano essere sottoposti a un'inchiesta sulle cause del gesto, i corpi venivano sepolti senza onore, senza riti cristiani e spesso fuori dal cimitero, e in alcune città si arrivava alla confisca dei beni. Se la famiglia riusciva a dimostrare che il gesto era dovuto alla «malinconia», cioè a una malattia, poteva evitare almeno alcune di queste conseguenze.

Nell'Ottocento, con la nascita della psichiatria moderna, il suicidio cominciò a essere visto sempre più come conseguenza di una malattia. Ma lo stesso Dizionario storico ricorda che pratiche discriminatorie verso i suicidi sopravvissero fino all'inizio del Novecento.

In questo quadro, una dichiarazione medica secondo cui la morte era stata «soltanto accelerata» poteva avere un significato molto concreto: l'uomo non era morto «di» suicidio, ma di malattia.

Le ipotesi

Ipotesi Elementi a favore Elementi contrari o mancanti
1. Una valutazione medica sincera: l'uomo era gravemente malato e il colpo ne anticipò la morte Il medico distingue con precisione causa e accelerazione; l'uomo sopravvisse circa un giorno Il registro non indica la malattia
2. Una formula per proteggere il defunto e la famiglia dallo stigma del suicidio e da eventuali conseguenze sulla sepoltura Il contesto storico; l'insistenza sulla dichiarazione del medico; l'uso di «tentato suicidio» anziché «suicidio» Non sappiamo se nel 1849, a Bondo, il suicidio comportasse ancora conseguenze concrete
3. Entrambe le cose Una diagnosi reale poteva essere anche utile a evitare lo stigma Senza altri documenti non è possibile distinguerle

Va detto con chiarezza: non possiamo sapere quale ipotesi sia quella giusta. Possiamo solo riconoscere che la formula del registro non è neutra, e che chi l'ha scritta aveva buone ragioni per sceglierla con cura.


Un revolver nella Bregaglia del 1849

C'è un altro dettaglio che un investigatore non può ignorare: l'arma.

Samuel Colt brevettò il suo revolver nel 1835-1836, come ricorda l'Encyclopaedia Britannica, e negli anni Quaranta dell'Ottocento circolavano in Europa diversi tipi di armi a più colpi con tamburo rotante. Nel 1849, quindi, un revolver poteva esistere anche in una valle alpina. Ma non era certo un oggetto comune, e la sua presenza solleva domande:

  • chi era Gaudenzio B., e come mai possedeva un'arma del genere;
  • il pastore usa davvero il termine «Revolver», o è una scelta della trascrizione del 1968;
  • di che tipo di arma si trattava esattamente.

Sono domande a cui solo il registro originale e altri documenti potrebbero rispondere. Le segnalo perché è proprio da dettagli come questo che, in un'indagine, si parte per ricostruire una persona.

La precisione dell'orario

«Alle dieci e mezza del mattino del giorno precedente»: è un'indicazione che ricorda più un verbale che un registro parrocchiale. Suggerisce che qualcuno, il medico, i familiari o il pastore stesso, abbia ricostruito con cura la sequenza degli eventi. Anche questo fa pensare che la morte sia stata oggetto di un accertamento, almeno medico.


Che cosa il registro non dice

Il registro non dice:

  • di quale malattia soffrisse Gaudenzio B.;
  • chi fosse il medico e se abbia visitato l'uomo da vivo o solo dopo la morte;
  • se intervennero autorità civili o giudiziarie;
  • dove e come fu sepolto;
  • perché compì il gesto;
  • chi fosse: età, professione, famiglia.

Il linguaggio dei registri, ancora una volta

Un mese dopo, il 16 aprile 1849, un'annotazione in tedesco della stessa pagina registra un neonato vissuto tre ore e mezza, con il commento «se si può chiamarla vita». Non sappiamo se sia la stessa mano, ma il periodo e la lingua sono gli stessi.

Messe una accanto all'altra, le due annotazioni mostrano bene quello che ho già osservato negli articoli precedenti: i registri parrocchiali non sono documenti neutrali. Chi li scriveva sceglieva le parole, e con le parole esprimeva giudizi, protezione, pietà o disapprovazione. Leggere un registro significa anche leggere chi lo ha scritto. Ne ho parlato in generale nella guida su come verificare i documenti.


E oggi?

Oggi in Svizzera una morte che potrebbe non essere naturale non viene valutata da un pastore e da un medico di paese. Il Codice di procedura penale prevede che, quando ci sono indizi di una morte non naturale, il pubblico ministero disponga gli accertamenti necessari, compresa l'ispezione del cadavere da parte di un medico legale. È un compito delle autorità, non di un investigatore privato.

La distinzione tra causa e concausa della morte, invece, è rimasta centrale: è una delle domande a cui la medicina legale deve rispondere ancora oggi.


Come si potrebbe approfondire il caso

Fonte Che cosa cercare
Il registro originale di Bondo La trascrizione esatta, in particolare la parola «Revolver», e la grafia del pastore
Registri di battesimo e matrimonio Età, famiglia, provenienza di Gaudenzio B.
Archivi comunali e cantonali Eventuali atti di autorità civili o giudiziarie sul decesso
Archivi medici o sanitari Il nome del medico e la sua dichiarazione
Storia locale Le prassi di sepoltura dei suicidi nella Bregaglia riformata dell'Ottocento

Perché uso solo l'iniziale

Come negli altri casi, la fonte pubblicata riporta il nome per esteso. Indico solo l'iniziale del cognome: il tema è delicato e riguarda una persona e una famiglia che, anche a distanza di quasi due secoli, meritano discrezione.


Che cosa possiamo dire, e che cosa no

Possiamo dire Non possiamo dire
Nel marzo 1849 a Bondo morì un uomo dopo un tentato suicidio con un revolver Perché compì il gesto
Secondo un medico, la morte fu soltanto accelerata dal gesto Di quale malattia soffrisse
Il gesto avvenne il giorno precedente, alle dieci e mezza del mattino Se la formula medica fosse una diagnosi sincera, una forma di protezione o entrambe le cose
Il pastore registrò la dichiarazione medica, in tedesco Come e dove fu sepolto

In breve

Una riga del 1849, in tedesco, registra una morte «soltanto accelerata» da un colpo di revolver. Quella parola, «soltanto», è il centro di tutto: distingue tra causa e accelerazione, tra morire di malattia e morire per mano propria. In un'epoca in cui il suicidio portava ancora con sé lo stigma e, in passato, la sepoltura senza onore, non era una distinzione da poco.

Non sappiamo se quella formula fosse una diagnosi, un atto di pietà o entrambe le cose. Sappiamo però che qualcuno scelse quelle parole con cura. E a volte, per chi indaga, capire perché è stata scelta una parola è il primo passo per capire una storia.


Se stai attraversando un momento difficile, non sei solo. In Svizzera il Telefono Amico risponde al 143, giorno e notte, anche in forma anonima. Per bambini e giovani c'è il 147 di Pro Juventute. In caso di emergenza chiama il 144 o il 117.


Fonti principali: G. Maurizio, Le matricole parrocchiali della Bregaglia*, estratto da* Clavenna. Bollettino di studi storici valchiavennaschi*, VII (1968), p. 37; Dizionario storico della Svizzera, voce «Suicidio»; Encyclopaedia Britannica, voce «Revolver»; Codice di diritto processuale penale svizzero. Traduzione dal tedesco dell'autore.*

Domande frequenti

Che cosa dice l'annotazione del 1849?

Che il 15 marzo 1849 fu registrata la morte di Gaudenzio B. e che la sua morte, secondo la dichiarazione del medico, fu soltanto accelerata da un tentato suicidio con un revolver avvenuto il giorno prima, alle dieci e mezza del mattino. L'annotazione è scritta in tedesco.

Perché la parola «soltanto» è importante?

Perché distingue tra causa e accelerazione della morte. Dire che la morte fu «soltanto accelerata» significa che, secondo il medico, l'uomo sarebbe morto comunque, per un'altra causa, e che il gesto ne anticipò soltanto il momento. È una distinzione che aveva conseguenze mediche, sociali e forse anche sulla sepoltura.

Come erano trattati i suicidi in Svizzera in passato?

Secondo il Dizionario storico della Svizzera, per secoli il suicidio fu considerato un peccato e un reato: i corpi venivano sepolti senza onore, spesso fuori dal cimitero, e i familiari potevano subire conseguenze patrimoniali. Pratiche discriminatorie sopravvissero fino all'inizio del Novecento. Nell'Ottocento il suicidio cominciò a essere visto sempre più come conseguenza di una malattia.

Nel 1849 esistevano già i revolver?

Sì. Samuel Colt brevettò il suo revolver nel 1835-1836, e negli anni Quaranta dell'Ottocento circolavano in Europa diverse armi a più colpi a tamburo rotante. Trovarne uno in una valle alpina nel 1849 resta però un dettaglio notevole, che meriterebbe di essere verificato sul registro originale.

Come si accerta oggi una morte non naturale in Svizzera?

Quando ci sono indizi che una morte non sia dovuta a cause naturali, il Codice di procedura penale svizzero prevede accertamenti da parte del pubblico ministero, compresa l'ispezione del cadavere da parte di un medico legale. La competenza è delle autorità, non di un investigatore privato.

Dove si può chiedere aiuto se si sta attraversando un momento difficile?

In Svizzera il Telefono Amico risponde al 143, giorno e notte, in forma anonima. Per bambini e giovani c'è il 147 di Pro Juventute. In caso di emergenza si chiama il 144 o il 117.

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